Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
<
1939
>
pagina
<
227
>
// ritorno i Roberti in Italia 227
distribuzione delle bandiere tricolori alla Guardia Civica, dal Principe salutata con queste parole:
Ecco i vessilli che vi ricorderanno sempre il gran patto in questi giorni ratificato, e che promette al mio popolo ognor crescente prosperità. Mi 6 caro di consegnarli ai Lucchesi che in modo al nobile e generoso concorsero alla gran pugna dell'Indipendenza, e che non mai si ritrarranno dalla santa impresa finche non sia felicemente comprata.
Ma se i tre colori sono oltre Po eccitamento al valore e alla gloria, qui siano emblema d'ordine e di concordia. Pensate, o Lucchesi, che un popolo è veramente forte in faccia al nemico, quando e animato da un volere solo e quando gode vera tran-quillita nei domestici focolari.
Mentre i vostri fratelli combattono per la Patria comune, voi fate che qui sian fiorenti l'industria e il commercio nella pace la più profonda.
Proclama fuor dello stile ordinario di certi editti e motupropri Nondimeno l'ardore magnanimo del Principe italiano, delle prime frasi, temperavasi, in ultimo col paterno appe lo alla Toscanina del combattano gli altri, restiamo in pace noi. I}
La sera del 13, fra il tripudio acclamante e lo sventolìo del tricolore, Leopoldo andava in Garfagnana, giungendo a Castelnuovo il giorno dopo, faceva una puntata a Piève Fosciana e, tornando indietro pel cammin fatto, fino a Lucca, da qui riprendeva la strada per la Capitale, rientrando sempre insieme al gran principe1 ereditario la sera del 16 a Palazzo Pitti.
In quello stesso giorno, anzi in quella stessa sera, circa le ore 19, il Gioberti arrivava a Genova.
XXIV. -
Partito, come abbiam notato, da Firenze, per la via ferrata Leopolda , egli si fermava a Pisa, ove Io aveva preceduto la copia del Decreto granducale del 2 luglio, che gli veniva consegnata per mano di Silvestro Centofanti.
Il Senato Accademico che invano già lo desiderò nel suo seno (frase soppressa all'ultimo momento nel decreto di nomina), festeggiava il collega onorario e lo salutava, acclamatissimo, al suo ripartire.2)
J) Vedi Gazzetta di Firenze,, n. 166 (14 luglio) proclama di Leopoldo II ai Lucchesi
del 13 luglio
2) Partito da Firenze per la Leopolda, il cui tratto fino ad Empoli era stato attivato da tre settimane, il Gioberti sostava ad Empoli, ossequiato dai concittadini del Salvagnoli con a capo la Civica Magistratura, la quale presentava all'insigne amico di Vincenzo un dotto indirizzo riportato ne La Patria, n. 12 (12 foglio); l'addio del Gioberti ai Pisani e quello ai Professori dello studio pisano comparvero no La Patriot n* 14