Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
<
1939
>
pagina
<
229
>
Il ritorno di Gioberti in Italia 229
della democrazia quasi mazziniana del Guerrazzi: eppure tutti .volevano un* Italia redimita in un sol popolo e in un solo governo.
E chi ammirava nel filosofo l'elevatezza dell'acume, l'immensità delle cognizioni e la bellezza dell'idee, non poteva d'altronde consentire al suo vantato senno politico, nel non vederlo riuscito a superare l'irreconciliabile; né al suo tatto personale, affinato con saggezza psicologica, conferiva merito l'aver ceduto un po' del prestigio dell'Uomo ad ogni partito che lo acclamasse: sia che i democratici lo ascoltassero elogiare gli spiriti repubblicani, respingendo l'idea della repubblica; sia che egli desse armi retoriche ai liberali per difendere con lui il Regno italiano; sia che concordasse con i moderati nel sostenere il proposito dell' Unione federativa di quei principi regnanti che già avevano dotato i loro stati di nuove riforme costituzionali.
Anche la migliore virtù del Grande, che era risaputo modesto per semplice natura, perdette assai nella forma, fra iperbolici elogi accademici e fra i plausi della piazza e della strada; ed egli apparve per uu insoddisfatto ambizioso, quando la semplicità e l'austerità di vita dell'uomo superiore cedettero alla lusinghiera ma effimera vanità del compiacersi in accogliere onori degni di un sovrano.
Ma veramente egli era il tipo dell' Idea unitaria italiana corroborata nell'alleanza del principio religioso col .civile, e del monarchico col popolare.
Egli era perciò grande come l'Idea stessa, e riceveva gli onori che il popolo tributa all'Idea. *)
E parlando di nuovo a quella Genova, prima iniziatrice del Risorgimento Italiano, il Gioberti sentiva, quasi, un dovere di esporre brevemente in pubblico il resoconto politico del suo viaggio, con qualche rassegnato comento.
Diceva, fra l'altro:
... L* Unità è impossibile per ora a ridursi in atto; contentiamoci dunque dell* Unione...
... L'unità sospirata da tanti anni sarà opera del tempo; lasciamo qualche cosa ai nostri nepoti...
...Toscano è piena di diffidenza verso i popoli dell'Alta Italia e verso le intenzioni di Carlo Alberto; avendo le sette do' cattivi seminato nel popolo che il Re voglia togliere il Regno al Pontefice, e a Leopoldo, e insignorirsi di tutta Italia...2)
Vedi F. EBBA, toc. cfc.,p. dt.
2) Vedi corrispondenza da Genova del 17 luglio alla Gazzetta di Firenze, n. 170
(19 luglio).