Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; PIRAINO DOMENICO ; MESSINA ; SICILIA
anno <1939>   pagina <236>
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Piero Pieri
Paese, la cui condotta è stata cosi trista, che il Governo della ristaura-zione viene ora riguardato come un bene. Gli eccessi dei ribaldi, e l'incapacità del Governo hanno perduto la rivoluzione e rovinato il regno . Così nell'amarezza della sconfitta egli convogliava in una sola spietata condanna uomini e fatti della rivoluzione.
Resta ora a dire ciò che il Piraino pensi nei riguardi della questione italiana. Il suo concetto appare ancora in questi anni 1850-51 ben chiaro : libertà d'Italia, da stranieri e da tiranni, sotto la forma monar­chicofederativa. Egli ripete spesso che il Borbone è uno dei più fieri nemici della causa italiana, e che la Sicilia, liberando se stessa, Napoli e l'Italia tutta dai Borboni, contribuisce palesamente alla soluzione del problema italiano. Egli ricorda con orgoglio che Messina il 1 set­tembre 1847 alzò, per prima, la bandiera italiana. Ma ben si vede come il problema fondamentale sia quello della cacciata del Borbone e della rigenerazione politicomorale dell'isola. Ottenuto questo, la Sicilia potrà dare alle sorti comuni un contributo sempre più grande. E soprattutto, la Sicilia non dovrà fidare nello straniero; troppi si illu­sero, nel 1848, sul valore dell'amicizia inglese. E a questo proposito egli, dopo aver trattato minutamente dei rapporti del Governo sici­liano con quello britannico, conclude: Il fatto di Sicilia sia tremenda lezione ai Popoli perchè non sperassero giammai libertà per soccorsi stranieri; e che una volta sguainata la spada, se non potrà trafiggersi il cuore del tiranno, s'immerga piuttosto nelle proprie viscere, anziché andar pitoccando l'aiuto dello straniero .
Queste parole contribuiscono a ritrarre ancora una volta il carat­tere fiero e sdegnoso del Piraino, ch'ebbe l'alto onore d'essere sempre escluso, in seguito, da tutte le amnistie borboniche. L'opera del nostro è profondamente polemica, e va quindi usata con prudenza e cautela; ma è pure il contributo diretto di un attore principalissimo del dramma siciliano, di un uomo d'integrità morale specchiatissima, di un'intelli­genza chiara ed equilibrata. Essa rappresenta perciò una fonte che non dev'essere trascurata e tanto meno ignorata; e che permette, sotto certi rispetti, di vedere la rivoluzione siciliana sotto una luce meno
convenzionale. *)
* PIERO PIERI
i) Testo della comunicazione svolta al XXIV Congresso del R. Istituto per la Storia del Bisorgimento (Venezia, 1936).