Rassegna storica del Risorgimento

VERONA ; MUSEI
anno <1939>   pagina <238>
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Ferruccio Ferrotti
fa la sua comparsa Napoleone. In essa, oltre ad interessanti ricordi napoleonici che si riferiscono alla Corsica, sono stampe in nero e a colori della battaglia di Arcolc e di Rivoli, i primi atti del Governo repubblicano, poesie e disposizioni per le feste in onore dell'Albero della Libertà.
È qui anche il medagliere napoleonico proveniente dalla collezione Giusti ed arricchito da altre collezioni esistenti presso famiglie veronesi. Nella sala successiva continua il ricordo napoleonico, da Campoformio alla pace di Luneville per la quale Verona rimase divisa in dne parti: quella a destra dell'Adige, francese, quella a sini­stra, austriaca: divisione che durò, come è noto, fino al 1805, quando in conseguenza delle nuove vittorie napoleoniche, e tra le altre di quella di Caldiero, la città tornò nuovamente ad essere tutta francese. Nel 1805 veniva proclamato il Regno d'Italia, con Napoleone Re, con Eugenio di Beauharnais Viceré. Troviamo in questa sezione del Museo del Risorgimento una interessante documentazione delle battaglie austro-russe combattute intorno a Verona; la sala è dominata da un busto del generale na­poleonico PolfranceschL Alcuni gradini ci conducono alla sala quinta del Musco che accoglie i materiali del periodo che va dalla pace di Luneville alla caduta del Regno d'Italia, avvenuta nel 1814, dopo la disfatta della potenza napoleonica sui campi di Russia e di Germania. Nel 1814 gli austriaci tornarono a Verona. Interessanti i numerosi Avvisi della Municipalità e dei generali francesi e la documentazione riferentesi alla annessione di Verona al Regno d'Italia, con i proclami del Viceré Beauharnais rivolti ai popoli d'Italia, ed ai veronesi in particolare.
Girando ancora a destra, il Museo presenta altri preziosi materiali riuniti sotto la voce: Dominio austriaco. La scritta spicca sulla parete di fronte all'ingresso della sala sesta. Sono in questa parte del Museo razionalmente disposti gli avvisi e gli or­dini del giorno delle armate alleate, con una bella incisione rappresentante il nostro primo Viceré Ranieri. Da questa sala, si vede nella successiva un grande dipinto di Saverio della Rosa rappresentante Francesco I che concede la costituzione a Verona; entriamo in questa settima sala, e fermiamoci ad una lettura non meno interessante di quelle che fin qui abbiamo fatto: quella dei Bollettini ufficiali dell'Imperiale Regia Armata d'Italia tutti stampati a Verona. Insieme con i Bollettini, numeroso altro materiale documentario è esposto; così, le disposizioni per le feste in occasione delle visite imperiali, corsa di berberi, altre corse e giuochi. Di curiosità è in questa sezione il bollettino sulla salute della Regina Imperatrice Beatrice Maria Lodovica, morta in palazzo Canossa ai primi di aprile del 1816. Quanto al costume ed alle situazioni di vita quotidiana, crediamo che più di un visitatore si fermerà davanti ad una ordi­nanza del Podestà De Medici, firmata da G. B. Fracastoro, nella quale a rinforzo del testo, che riguarda taluni abusi nella vendita del pane, viene pubblicato il disegno dei famosi cometa ancora in uso e come forma di pane e come denominazione.
Dopo la sala sesta, la topografia del Musco fa un po' di scherzo alla numerazione: si scende di alcuni gradini e si arriva, cronologicamente a posto, alla sala undicesima, dedicata al Congresso di Verona del 1822. Di contro all'ingresso, ad occupare quasi tutta la parete, è un dipinto di Anselmo Cancrio, già di palazzo Erbistì; in esso è rappresentato Francesco I che riceve la delegazione ungherese proprio nel palazzo citato, e recentemente donato al Comune dalla contessa Erbisti. Un altro dipinto di Santa Cappanin rappresenta Francesco I che premia i giovanetti veronesi che si sono distinti negli studi, dipinto che era al Liceo.
A rompere la solennità della documentazione, in questo sala, ecco un avviso stampato su carta azzurra con una notìzia d'importanza veramente eccezionale;