Rassegna storica del Risorgimento

VERONA ; MUSEI
anno <1939>   pagina <239>
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L'inaugurazione del Museo del Risorgimento u Verona 239
leggiamolo insieme. Dice: sÈ stato smarrito un cagnolino di color scoro con orec­chie lunghe e testa lunga, dell'altezza di circa un palmo, con collaro di color bleu, guarnito di plaquet. con sopra la leggenda: appartieni! a S. M. I. e B. l'Imperatrice.
Chi avesse a ritrovarlo lo porti al sig. Giuseppe Barbieri, architetto municipale abitante nella strada Leoni al n. 1915, da cui percepirà la ricompensa di Zecchini 4, Verona, li 5 ottobre 1822. L'avviso, è stampato dalla Tipografia di Paolo Libanti di Verona.
In questa sala sono anche numerosi avvisi sull'arrivo dei regnanti che dovevano partecipare al congresso, ci sono sentenze contro gli assenti illegali e numerose illustrazioni sulla preparazione fortificatoria del. Quadrilatero.
Dalla sala undicesima, si ritorna olla ottava lasciata appena alle spalle, ed in questa, che poi è ampiamente comunicante con la nona e lo decima, troviamo documentato il 1848 ed il '49, specialmente attraverso le ordinanze relative a movimenti di truppa ed insurrezionali; c'è un bel ritratto a colori di Francesco Giuseppe giovane, ed il testo di quell'armistizio Salasco che doveva dissipare le ultime speranze d'indipendenza.
Nell'ultima sala è stata sistemata una varia ed interessante documentazione sui Martiri di Belfiore, con i cimeli di Carlo Montanari, l'uomo che fu la vita del Comitato rivoluzionario veronese. I materiali raccolti in questa sala sono dominati da un grande ritratto di Vittorio Emanuele II, opera del pittore De Stefani. Nume­rose stampe richiamano agli avvenimenti salienti fino al'59 del quale anuo ci sono i Decreti, fino al testo col quale vengono delimitati i confini tra il Begno d'Italia e l'Austria. Del periodo che va dal '59 al '66 abbiamo i Bollettini volanti che costitui­scono una cronaca palpitante degli avvenimenti. In mezzo olla sala è il bozzetto del monumento a Dante eretto in piazza dei Signori nel 1865, ricorrendo il.sesto centenario della nascita del Poeta.
In questa sala è la documentazione anche degli ultimi episodi della violenza austriaca in Verona, memorabile fra tutti quello di Carlotta A schieri, illustrato nella sua tragicità da un dipinto, e richiamato con drammatica evidenza dal tavolino sul quale cadde riversa la giovane.
Con la notizia della Pace di Vienna, ed il proclama per l'ingresso delle truppe italiane in Verona, il viaggio nel tempo che preparò, a costo di sacrifici e di martirio, la nostra nascita a nazione, è chiuso. O meglio, è fermato ad una tappa solenne della storia. Fuori di qui, a due passi da queste sale, una schiera di oltre ottomila nomi incisi sul marmo, e sistemati a sacrario sotto il porticato ohe è nel cortile di palazzo Emilei, di contro all'ingresso principale, va ben oltre il *65, toccando la guerra di Spagna combattuta in nome di una idea che nel Risorgimento trovò il suo antefatto eroico: sono i nomi dei Cadati della città e della provincia di Verona.
Questo il panorama del Museo Storico del Risorgimento, istituzione al cui alle­stimento hanno lavorato con amorosa cura il Vice Podestà di Verona ing. Boccoli, che ha avuto la sovraintendenza generale, il prof. Avena, direttore del Musco di Castelveccbio, che con dedizione di veronese e di studioso si è accinto all'opera con­ducendola ottimamente fino alla conclusione, e I'ing. Pcgreffi che ha provveduto alla sistemazione edilizia, non scevra di difficoltà, tenuto conto della destinazione pri­mitiva degli ambienta. Naturalmente il lavoro è stato condotto d'intesa ed in con­tatto con la Consulta veronese del R. Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.