Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; FERRAIUOLI (FAMIGLIA)
anno
<
1939
>
pagina
<
248
>
248 Ersilio Michel
panche aggiunto l'indice deijmanoscritti inediti e dei libri postillati da lui posseduti. Più scarse (trentatrè) sono le lettere del canonico Luigi Crespi a Venanzio de Pagavo, segretario regio a Milano, e abbracciano un breve periodo di due anni, dal 21 marzo 1777 al 5 marzo 1779, ma appariscono assai interessanti soprattutto perle questioni che vi sono dibattute relative a monumenti e ad opere d'arte (ms. 785).*)
Vera e propria importanza politica presentano le lettere dell'abate Giuliano Ettorre, da Piscina nel Napoletano, incaricalo d'affari di S. M, il Re delle Due Sicilie presso la Santa Sede e presso la Corte di Toscana, poi uditore del cardinale Fabrizio Ruffo nunzio apostolico a Vienna, raccolte e ordinate da lui stesso in due volumi sotto il titolo Registro o copiano di mie lettere 1784-1794 (mss. 29-30), col preciso in*-tendimento di dar un modello ai giovani che bramino a istruirsi ed abilitarsi a simili segreterie... . Indirizzate al primo ministro marchese della Sambuca, all'aw. Greco, a una giovane dama e a vari amici, queste lettere non rivelano palesemente il maneggio degli affari né violano alcun segreto di ufficio, ma contengono piuttosto una trattazione teorica di problemi politici generali, sulla forma dei governi, sugli interessi dei principi, sottopongono a critica opere di scrittori famosi del tempo, come il Contratto Sociale del Rousseau, confutano i principi proclamati dalla Rivoluzione francese, ecc. Carattere tutto diverso presentano, invece, le lettere latine di mons. Antonio Gabriele Severoli, poi nunzio e cardinale, indirizzate negli anni 1801-1809 a papa Pio VII e ad altri personaggi, in quanto vi si tratta di fatti concreti, di incarichi ricevuti, di missioni compiute: alle lettere sono anche accompagnati discorsi, omelie e documenti di varia natura (ms. 564-569).
I carteggi, che seguono in ordine di tempo, hanno tutti carattere prevalente di erudizione letteraria. Cosi le lettere copiosissime indirizzate a Giovanni Francesco Piovani, podestà di Ostiano (Cremona) dal sacerdote Girolamo Faelli, di Parma, valente letterato e oratore sacro (mss. 716717: anni 1744-1823) 2> e da Francesco Delfi Ghirardelli, di Busseto (1748-1815), sacerdote poeta ed educatore assai stimato (ms. 713: anni 1810-15), in totale circa 500; e così quelle che furono indirizzate al padre Vincenzo Antonio Airenti, dei Domenicani (ms. 312), a Paolo Barola, presidente del' l'Arcadia (ms. 520), al gesuita Giampietro Secchi, dotto archeologo e numismatico (ms. 733, n. 13), al libraio editore Molini Laudi di Firenze da Antonio Agostino Renouard, di Parigi (1765-1843), collezionista di autografi (ms. 722); al padre Antonio Cesari e ad altri da Pietro Giordani (ms. 360, nn. 2 e 47);3) al conte Domenico Paoli, di Pesaro, da parte di letterati, scienziati artisti da ogni parte d'Italia, dal 1809 al 1853 (mss. 786-787). Ordinate alfabeticamente in due volumi secondo i nomi dei corrispondenti, e corredate assai di frequente, dalle minute di risposta, queste ultime lettere contengono anche notizie di natura politica specie per gli anni 18311832 e.
i) Vi sono nella Raccolta, oltre quelle già rammentate precedentemente, lettere isolate, ad esempio del cardinale Giuseppe Garampi (ms. 673 n. 1) e una anche di dementino Vannetti che il 12 settembre 1789 informava l'amico Savreio Bettinelli, a Mantova, dei diporti che si era preso a Nogareto, delle più recenti letture fatte, degli studi intrapresi, ecc. Vi sono dello stesso letterato trentino anche le Annotazioni alle ottave in lode di Elena Fedrigotti.
2) Cfr. su di lui ANGELO PEZZANA, Continuazione delle memorie degli scrittori e de* letterati parmigiani, raccolte dal padre Ireneo Affò. Tomo VLT, p. 347.
3) Del Giordani vi sono anche copie della lettera a Vincenzo Mistrali, 4 giugno 1833, àVApologia per sé e per Piacenza, della Congratulazióne a mgr. Ludovico Loschi per la sua assunzione a vescovo di Piacenza Vanno 1824.