Rassegna storica del Risorgimento
PEREZ FRANCESCO ; SETTIMO RUGGERO
anno
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1939
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pagina
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252
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RUGGERO SETTIMO H NELLA RIEVOCAZIONE DI FRANCESCO PEREZ
Ruggero Settimo, una delle figure più cospicue del Risorgimento siciliano, nell'aprile del 1849 prendeva la via dell'esilio e approdava alla Valletta, dove, accolto con deferenza e colmato di cortesie dalle autorità inglesi, visse di affetto per la famiglia e per l'Istituto Agrario Castelnuovo, sospirando la liberazione della patria per tornare al suo tetto natio . ') Colà ebbe il conforto dell'amicizia di Matteo Raeli e di altri emigrati siciliani. Nel settembre del snddetto anno lo visitò il generale Guglielmo Pepe, che per lui aveva grande ammirazione. Nell'aprile del '53 ricevette la visita di Francesco Crispi, durante il breve soggiorno che questi fece a Malta. Nel settembre del '59 vide anche Rosolino Pilo, che veniva a chiedere soccorsi per l'insurrezione siciliana.
Nel 1854, essendo gravemente infermo, scrisse il suo testamento, che chiuse con queste parole:
Mi affligge solo il pensiero di non potere assistere al risorgimento delta mia carissima ed amatissima patria, la Sicilia, pel vero e reale bene della quale sono stato sempre pronto a qualunque sacrificio, che fosse più confacente ad ottenere l'intento . 2)
Parole nobilissime che attestano ancora una volta l'amore del Settimo per l'isola nativa in servigio della quale era disposto a qualunque sacrificio. 3) Il timore di non potere assistere al risorgimento siciliano assillava l'animo dell'intemerato patriota. Oh! quanto mi fa pena scriveva al Tor rearsa nel 1857 il pensiero della probabilità che io non potrò assistere al risorgimento della nostra carissima e disgraziata patria, che sempre mi lusingo che ritardare potrà, ma mancare giammai .-1) Qui cade in acconcio ricordare che il Settimo fu l'orgoglio dell'aristocrazia siciliana e fu in corrispondenza col Marchese di Torrearsa dal 1849 al 1863, cioè per circa quindici anni quasi ininterrottamente.5)
Da Malta segui attentamente le alterne vicende della rivoluzione siciliana e vide partire i suoi amici, fra i quali il fido Raeli. Si sentiva spezzare il cuore di non poter seguire l'amico per gli acciacchi della.vecchiaia . 6)
Garibaldi, arrivato a Palermo appena assunta la dittatura, così scriveva al venerando esule: Venite, uomo della Sicilia, a completare il giubilo del nostro popolo che di voi si mantenne degno, che soffrì per dodici anni tutto ciò che la tirannide ha più di atroce, ma che non piega il ginocchio giammai davanti al dominatore superbo ed inesorabile. TI vostro arrivo in Sicilia sarà la pia bella delle nostre feste nazionali .7)
:0 C. AVARNA DI GUALTIERI, Ruggero Settimo nel Risorgimento siciliano, Bari, Laterza, 1928, p. 20.
2) C. AVARNA DI GUALTIERI, ap. CÌt p. 209.
3) U. DE MARIA, L'opera degli emigrati siciliani mi 1856. Bologna, Zanichelli, MCMXV (in una lettera del 10 dicembre 1856).
*) C. AVABNA DI GUALTIERI, Op. CÌt., p. 211.
5) u. DE MARIA, Figure ed episodi del Risorgimento nella corrispondenza del Marchese di Torrearsa, in Archivio Storico Siciliano, XL, p. 156.
*) G. AVARNA DI GUALTIERI, op. cit pag. 258.
7) GARIBALDI, Scrìtti politici e militari..., raccolti da DOMENICO CLVMCOLI. Roma, Voghera, j. 161.