Rassegna storica del Risorgimento
PEREZ FRANCESCO ; SETTIMO RUGGERO
anno
<
1939
>
pagina
<
253
>
Ruggero Settimo nella rievocazione di Francesco Perez 253
Invitato a ritornare in Sicilia anche dal Cavour, non potè per 1* inferma salute accogliere l'invito graditissimo ed invocò sino alla morte, per la Sicilia e per V Italia la concordia degli animi nell'ideale di una Italia unita, sotto la monarchia di Savoia e con capitale Roma .1)
Il 2 maggio del 1863 Ruggero Settimo finiva i suoi giorni nella terra d'esilio, amorosamente assistito dai nipoti, il principe Pietro Settimo di Fitalia e la Baronessa di Sangiuliano. *
II Governo inglese gli tributò onoranze regali e l'ammiraglio Condringlou of Aytin ed il Segretario di Stato Sir Ariano Duigli accompagnarono la salma nella chiesa di Porto Salvo, donde fn deposta in una nave da guerra apprestata dal Governo nazionale* La nave giungeva in Palermo il 10 maggio e lasciava il sacro deposito nella chiesa del Collegio nautico, trasformata in cappella ardente.2)
Il 12 maggio il Municipio di Palermo, nel Pantheon di San Domenico, rendeva onoranze solenni alla memoria dell'insigne patriota.
Disse l'orazione funebre il senatore Francesco Perez, il quale così esordiva:
Ruggero Settimo non è più!
Invano, colVansia crescente d'una speranza- sempre delusa, lo aspettammo tre lustri. Invano e mentre più si gemeva sotto il giogo della tirannide e dacché rinnovammo il cantico della vittoria, tutti, nella sublime concordia d'unico affetto, lo invocammo reduce dalla terra d'esilio!
Ahi ! nei fati era scritto che questo popolo più non avesse a rivedere il suo padre ! Era scritto nei fati che qui, nello stesso tempio dove, quindici anni or sono, udimmo la cara voce esortarci a virili propositi, dove, sublimemente modesto, rendeva agli eletti del popolo la somma di quel potere che la riscossa del 12 gennaio avea posto in sua mano; dove ammirammo la veneranda persona raggiante della serena gioia dell'adempiuto dovere, non ci toccasse riceverlo che muto cadavere; non riudire l'affettuosa grave parola, esultante della libertà patria; non gli osanna della riconoscente città; non le amorose liete accoglienze: ma, fra la mestizia e il silenzio, uno spettacolo solo la funebre bara! sola una voce, ma repressa, angosciosa entro il cuore di tutti: Ruggero Settimo non è più! . 3)
La scelta dell'oratore non poteva essere più. felice. Una gloria siciliana ben meritava di essere rievocata da Francesco Perez, un'altra gloria siciliana, il cui nome è pur legato alla memoranda rivoluzione del 1848. *) Egli si propose di ritrarre il Settimo quale fn veramente. E riuscì nel suo proposito, cosi delineando la nobile figura del compianto patriota:
Adempiere il dovere in qualsiasi condizione o vicenda', non disconoscere mai la voce della coscienza: non per amare o per odio, non per timori o lusinghe, per nulla al monda, neanche per amor della patria: ecco la nobile ambizione. No, dico male, la nobile
t) U. DB MARIA, L'opera degli emigrati siciliani nel carteggio Torrearsa (La Sicilia nei Risorgimento italiano, a I, fase, I, p. 112).
2) Cfr. FERDINANDO ALFONSO, Illustrazione dell'Istituto Agrario Castelnuovo, Palermo, Virai, 1897, p. 67.
8) F. PEREZ, Scritti vari, voi IV, Palermo, 1899.
4) Del Perez ha riveduto la luce l'opera maggiore: La Beatrice svelata. Cfr. FRANCESCO PEREZ, La Beatrice svelata. Preparazione alla intelligenza di tutte le opere di Dante Alighieri. Nuova edizione a cura del figlio dell'Autore, dott. Ernesto Perez, Prefetto del Regno, con prefazione di S. E. Francesco Crostano, Accademico d'Italia. Molfetta, 1936.