Rassegna storica del Risorgimento

PEREZ FRANCESCO ; SETTIMO RUGGERO
anno <1939>   pagina <259>
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Libri e periodici 259
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In due patti gli AA. hanno diviso il loro lavoro. Nella prima, esaminano le cause, che hanno condotto la misera Spagna dalla monarchia alla repubblica e dalla repub­blica alla tragica anarchia; da questa all'assassinio di Calvo Sotelo ed alla ribellione di tutto quello, che di sano, di forte era nel paese, contro chi ne avrebbe fatto uno strumento servile di Mosca comunista. Nella seconda, sono narrate cronistoricarnente, le vicende della guerra civile e delle sue ripercussioni in Europa: vicende militari e politiche. Le quali interessano, in modo particolare, noi Italiani, che, in nome della civiltà romana e cristiana, siamo accorsi al fianco dei combattenti iberici, difensori del principio sociale e religioso latino.
Gli A. A. iniziano la loro fatica con uno studio, breve ma limpido, delle ragioni mol­teplici che portarono alla caduta della monarchia, il 14 aprile 1931. Le ritrovano giu­stamente nello stato di cose, che seguì alla guerra ispano-americana; nella incompren­sione, da parte degli elementi responsabili, del problema sociale ed economico del paese, gravato dal latifondismo; nella attiva propaganda delle dottrine sovversive, non con energia stroncata e combattuta e della quale gli effetti primi si videro nella tragica settimana del giugno 1909 in Barcellona; nel particolarismo regionalista, di cui non si era compreso il pericolo né cui erasi andati incontro per conciliarlo con le necessità nazionali. A queste cause, che il tempo fece più. gravi, si aggiunsero lo squi­librio economico tra il periodo bellico, durante il quale la Spagna realizzò fantastici guadagni, e quello post-bellico; i disastri marocchini, la dittatura di Primo De Rivera. Questi, quantunque animato dalle migliori intenzioni, non possedeva la forza neces­saria per il compito assuntosi, né aveva il seguito, indispensabile per un dittatore, nella nazione. I tempi non erano propizi per una simile forma di governo. Gli AA., continuando in siffatto esame condotto con chiarezza ed Imparzialità, ci conducono attraverso una sintesi dell'operato del Bereuguer, del Sanchez Guerra, alla rivoluzione ed alla proclamazione della repubblica. Alla intelligenza di tutti questi avvenimenti contribuiscono non poco le pagine, consacrate dal Bollati e dal Del Bono, ai partiti spagnoli: vi si scorge, nitida, la parte avuta dal comunismo russo negli sconvolgi­menti, che dovevano portare il dominio di Alfonso XIII alla anarchia ed alla rovina. La figura di Trotzky domina la organizzazione rivoluzionaria, la quale, avuta ragione dei moderati repubblicani, ai volge direttamente verso l'infeudamento di Spagna alla Terza Internazionale. Bene fanno gli AA. a severamente criticare la inazione de* cat­tolici e de' monarchici, all'indomani della caduta della monarchia: fenomeno, questo, comune, a tutti i paesi, nei quali è, di improvviso, venuto meno l'ordine costituito, per un colpo di mano dell'estremismo violento.
La debolezza de' repubblicani moderati, il progressivo prevalere degli uomini di sinistra, con un procedimento che ricorda la Francia del 1792 e la Russia durante il periodo di Kerensky, costituiscono un nutrito capitolo. Gli AA. fanno una serena, ma severa disamina dell'operato del Maura e di Alcalà Zumora che par possedevano dottrina, onestà; come hanno parole di commiserazione per il generale José Sanjurgo, che non seppe attendere. Una precipua virtù dell'uomo di .Stato è saper comprendere il momento propizio all'azione. La conseguenza del movimento militarista del 10 agosto 1932 fu un progredire delle sinistre, al cui trionfò attivamente lavoravano, associati, il comunismo e la massoneria.
Il Bollati ed il Del Bono parlano quindi del risveglio delle forze nazionaliste e monarchiche con Gii Robles, dei falangisti, che dettero prova della loro forza, soffo­cando il moto del 14 gennaio 1934, nel quale fu arrestato Largo Caballcro. E, se il governo avesse avuto coscienza dei propri doveri ed avesse fucilato quell'emissario di Mosca, la Spagna avrebbe evitato, forse, la tragedia, in cui oggi è piombata. Ma non osavasi compiere un atto di energia. Questo dimostrano efficacemente gli AA. E, con U Caballcro, sfugge alla pena Ramon Gouzalcs Pena; e, con un procedimento dialettico, si giunge al 27 febbraio 1936, in cui gli ordini del Comintern decretano la rivoluzione proletaria e la dittatura comunista.