Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <267>
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FONTI E MEMORIE
CORRISPONDENZA TRA EMANUELE E CARLO FENZI * NEL 1849
Il gruppo di lettere che segue questa breve Presentazione è conservato neU'Archivio della famiglia Fenzi in Firenze; archivio ricco di documenti che riguardano la vita politica e finanziaria italiana del secolo XIX e che comprende, per la maggior parte, le corrispon­denze del senatore Emanuele Fenzi e del figlio senatore Carlo. Questo gruppo, che è del 1849, può chiamarsi una conversazione tra padre e figlio durante il periodo in cui quest'ultimo fu a Roma, membro delia delegazione eletta dal Circolo del Popolo di Firenze e colà inviata per propugnare la Costituente italiana dei Montanelli; a Venezia, quale inviato straordinario del Governo provvisorio toscano e, dopo il 12 aprile, aiutante del generale Pepe; infine alla Spezia, in esilio volontario, avvenuta la capitolazione dell'eroica città di Venezia.
La lettura di queste lettere, mentre fa conoscere sempre* più gli avvenimenti di quell'anno fortunoso per le sorti, del Risorgimento ita­liano, mette in luce i caratteri di due galantuomini i quali, benché da punti di vista differenti, anelavano, volevano l'indipendenza d'Italia.
La famiglia Fenzi, verso la metà del secolo XVI, scese da Marci-guano, paesetto in quel di S. Miniato, e- si stabili in Firenze dove eser­citò il commercio. Nei primi del secolo XV111, quali possidenti ab antiquo, i Fenzi furono inscritti nella cittadinanza fiorentina e l'il otto- ' bre 1824, al nostro Emanuele, fu concessa l'iscrizione nell'Albo della nobiltà, alla quale aveva diritto per avere la sua famiglia la cittadi­nanza fiorentina da oltre cento anni.
Emanuele Fenzi nacque in Firenze l'8 aprile 1784 nel Popolo di S. Pancrazio, da Iacopo Orazio, Consigliere della Consulta, e da Luisa Bardini. Studiò nel Collegio di S. Caterina a Pisa e nel 1799, terminati gli studi classici e filosofici, s'impiegò presso uno zio paterno col quale fece pratiche di cose commerciali.
Mortogli il padre e fallito lo zio, Emanuele divenne direttore della Società in accomandita Bosi, Mazzarelli e C. e vi rimase fino al 1810, nel tra al anno fondò una nuova società bancaria Baldi, Orsi, Fenzi e C. che cessò nel 1820 per ragioni di contratto. Il 1 gennaio 1821 fondò finalmente la casa bancaria che prese nome da lui.