Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
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1939
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pagina
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271
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Corrispondenza tra Emanuele e Carlo Pensi nel 1849 fl
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Questa sottoscrizione fu il primo riconoscimento di benemerenza manifestato a Garibaldi in Italia. Molte cedole, che portano nomi di nomini che divennero illustri durante il Risorgimento* si trovano nell'Archivio Fenzi.
Con le riforme, fu attuata anche in Toscana l'istituzione della Guardia Civica e Carlo Fenzi fu, naturalmente, uno dei più. caldi fautori ed uno dei più zelanti istruttori. Si racconta a questo proposito che le esercitazioni venivano fatte nel cortile del palazzo Fenzi,' con non troppo entusiasmo del padre.
Nel 1846, intraveduta da Carlo la possibilità di una prossima guerra, chiese al padre che lo lasciasse andare in Piemonte, dove Massimo D'Azeglio gli prometteva aiuto per farlo diventare, in poco tempo, ufficiale di artiglieria. Il padre negò il suo consenso e rinnuovò il diniego nel 1848; ma Carlo prese parte, ciononostante, alla guerra come volontario. Infatti partì il 25 marzo da Firenze, tenente nel 1 ù battaglione dei volontari fiorentini, con la croce tricolore sul petto. La colonna, accompagnata dal clero in paramenti solenni fino al Ponte Rosso, sfilò per la città in mezzo alle acclamazioni della popolazione e sotto una pioggia di fiori.
Pochi giorni dopo, in marcia verso i piani lombardi, il Fenzi si accorge, nella sua modestia, di non saperne abbastanza per un ufficiale che si appresta a guidare dei soldati in guerra e chiede alla famiglia che gli spedisca dei libri militari. Il 3 di maggio, dopo la prima ' scaramuccia, alla quale prese parte col suo plotone, potè scrivere a casa: non ho tremato. Alla Battaglia di Montanara e Curtatone non prese parte attiva, poiché il suo battaglione, decimato dalle malattie e stanco, fu destinato alla riserva. Solo in ultimo, quando la ' battaglia era ormai decisa, il battaglione fu chiamato a sostenere la ritirata e Carlo Fenzi vi contribuì valorosamente e coadiuvò alla difesa di Rivalta fino all'ultimo momento.
Terminata miseramente la campagna del 1848, tornò a Firenze e riprese a partecipare al movimento democratico che portò al Governo Montanelli e Guerrazzi nell'ottobre di quell'anno. Finalmente, nel gennaio del 1849, ebbe inizio la sua partecipazione ufficiale con la missione a Roma per la Costituente Italiana, seguita nel febbraio dall'incarico di rappresentare il Governo provvisorio a Venezia.
Le lettere che si pubblicano seguono, si può dire, quasi giorno per giorno la sua vita movimentata per tutto il corso del 1849.
Nei dieci anni che seguirono i rovesci del 1849, le restaurazioni dei Governi della Santa Alleanza accrebbero la servitù dei popoli