Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
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1939
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276
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Mario Nobili
stati ascoltati i consigli dei vecchi, che, da che mondo è mondo, hanno sempre avuto pia giudizio dei giovani, o se nei Governi si fosse trovato più coraggio civile e maggior previdenza per dirigerei movimenti del nostro risorgimento. La liquidazione a mio credere, sarà di conservare le attuali franchigie e di pagare il doppio d'imposizioni. Ti accludo anche una lettera per te ricevuta, [di mono di E. Fenzi] Mi dici quando torni ?
Il 10 gennaio Leopoldo M aprì solennemente, in Palazzo, Vecchio, il nuovo Parlamento toscano, ed a proposito della Costituente Italiana cosi si espresse:
La Costituente proclamata in Toscana non deve essere, o Signori, principio di dissoluzione o di discordia; all'opposto di forza e di armonia. Ella ha da comprendere la formula finale, ove potranno per avventura quietarsi una volta i destini dei popoli italiani; ma appunto perchè ella è un termine, non presume adesso fare ufficio di mezzo; appunto perchè termine estremo, non pretende costituire ora grado intercedente che conduca colà. La nostra Costituzione non repudia nessuna forma di ordinamento possibile. Ella accoglie in sé volenterosa tutto quanto o poco o assai giova ad accostarla alla meta desiderata. Ella aspetta essere consentita dagli altri Stati Italiani, coi quali importa starci uniti più che co* vincoli di Confederazione, con quelli di fratellanza .
VI.
. Roma, 13 gennaio 1849.
Caro Babbo Ho ricevuto questa mattina la cara tua dell'undici andante, e benché tu mi avverta che io non ho risposto all'ultima tua, ciò non mi sembra, poiché, a poco o molto, sono stato puntuale e ti ho risposto volta per volta. Il discorso di apertura delle Camere toscane non mi è piaciuto riguardandolo come espressione del ministero. Come discorso di principe non poteva esser altro; ma il ministero, che ha autorizzata la nostra venuta qua e che ci ha insinuato di agire con forza e cercare di spingere le cose all'estremo, nou poteva né doveva esprimersi in quel modo rapporto al Papa e rapporto alla Costituente, senza aver la taccia di agire con doppiezza e con poca lealtà. Il senso che ha fatto a me lo avrà fatto costà presso molti e qui presso tutti.
Le cose nostre qui vanno a vele gonfie; poco a poco tutti i Circoli mandano a noi i loro rappresentanti e noi ci siamo cosi aggregati i cittadini pia. influenti. Ieri sera ci siamo presentati in pubblico al Teatro dove abbiamo tenuto pubblica discussione. Il Teatro era stipato di gente ed i nostri discorsi sono stati ricevuti con caldissimi applausi, tanto dai palchi, quanto dalla platea; la cosa non poteva andar meglio e benché io sperassi bene, non sperava tanto. 'Ti ripeto la domanda che ti feci nell'ultima mia di mandarmi la mesata di gennaio, senza la quale, almeno di ricorrere al Circolo, lochè non mi piace, non potrei partire da Roma. Nel corrente della settimana partirò, come già ti avvisai, almeno che le. cose, complicandosi, non dovessi trattenermi più a lungo.
Ecco le parole del discorso della Corona a proposito del Papa: Nel deplorare -chela concordia fra il Sommo Pontefice e i suoi popoli non siasi mantenuta e nel confidare che presto si ristabilisca, a noi non è concesso praticare politica che ci riduca nello isolamento, ma seguiremo quella degli altri Stati Italiani a cui importa massimamente stare uniti, molto più quando, noi non dubitiamo, questa politica si mostri copiosa dei riguardi che larghissimi merita da noi il Sommo Gerarca della Chiesa e Capo della Religione cattolica .
It Montanelli, presidente del Consiglio, estensore del discorso della Corona, non era del parere: del .Renzi a riguardo delle parole relative alla Costituente Italiana, che