Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
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1939
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280
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Mario Nobili
convegno di tutti i patriotti. Nel 1860 organizzò a Ferrara un battaglione di volontari e con essi raggiunse Garibaldi; combattè al Volturno ed ebbe la promozione a colon* nello, grado che gli fu confermato nell'esercito regolare. Scrisse di argomenti militari sulla Riforma e sul Diritto di Roma, su La Patria di Bologna.Morì, a Viareggio il 3 novembre 1891.
Orazio Ferissi, fratello maggiore di Carlo, era nell'amministrazione della Strada ferrata Leopolda* lungo la quale. 1*11 febbraio, a Empoli, per il passaggio di una Legione di livornesi che si recava a Firenze, i reazionari incendiarono la stazione e .guastarono la linea.
Antonio Mordini era allora Ministro degli Affari Esteri del Governo provvisorio.
XII.
Firenze, 21 febbraio 1849.
Caro Carlo Questa è la terza lettera che ti scrivo, ma non ne ho ricevuto alcuna delle tue da che partisti di qui, cosa che mi tiene in qualche angustia, tanto più che sono privo della compagnia di Orazio, che dopo il chiasso di domenica sera, in cui fu piantato l'allieto sulla Piazza del Granduca, ove tuttora esiste, partì con un treno di Livornesi che vollero rimpatriare; avendo fatto questo perche, se non andava lui, nessun macchinista voleva partire.
Non ti parlo di nuove, perchè le vedrai dai giornali, e solamente ti dirò che ieri sera Guerrazzi parti col Generale d'Apice alla volta di Lucca e Pietrasanta con piene facoltà del Governo provvisorio; penso che l'abbia fatto neh" intenzione o d'impedire l'aggressione, se gli era possibile, o di venire a delle trattative. Qui, almeno ostensibilmente, vi è una gran calma e apatia ed io ho qualche fondamento per credere che l'intervento piemontese possa aver luogo.
Ti dirò finalmente, per tua regola, che a Atto Vannucci il credito invece di 2000; fu. esteso a L. 20 mila.
Domani comincerà L'emissione dei Buoni del Tesoro. Il Governo mi nominò a far parte della Commissione che deve soprintendere a questa operazione e firmarli. dimodoché ho perduto quel poco di tranquillità e di agio che mi aveva dato la chiusura del Senato.
La domenica (18 febbraio), sulla sera, alla presenza di Mazzini, Livornesi, Piemontesi, Liguri e Lombardi, piantarono in Firenze sulla Piazza del Granduca, allora battezzata Piazza del Popolo (l'attuale Piazza della Signoria), alberi della libertà e proclamarono la Repubblica toscana.
Le truppe toscane, comandate dal generale conte Cesare De Laugicr. che si trovavano a Pietrasanta, erano fedeli al Granduca e benché fossero state sciolte dal Governo provvisorio dal giuramento fatto al Granduca stesso, non avevano voluto giurare fedeltà al nuovo Governo. Questi temeva che il De Laugier si unisse ai Piemontesi per ristabilire Leopoldo II sul trono. Avendo poi il De Laugier diramato fra i soldati la protesta del Granduca contro il Governo provvisorio e l'ordine avuto dal Sovrano di mantenergli fedeli le truppe, E Governo toscano lo aveva dichiarato traditore della patria. Il 20 il Guerrazzi partì per Lucca, con pieni poteri, accompagnato dalle milizie per far fronte o venire a patti condite ppctioscanc del De Laugier*
Il decreto dei Buoni del Tesoro fu emesso il 12 febbraio; Emanuele Fcnzi e gli altri commissari furono nominati con decreto del 13 detto.
Il 10 febbraio il Governo provvisorio aveva soppresso tt Senato e la Camera ed aveva convocata, per il 15 marzo, una nuova, unica camera di 120 membri, da eleggersi con voto diretto e universale