Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
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1939
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pagina
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281
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Corrispondenza tra Emanuele e Carlo Fènzi nel 1849 281
xm,
Venezia, 22 febbraio 1849,
Caro Babbo Per mezzo di Orazio, al quale scrissi ieri, avrai ricevuto le mie nuove, che sono buonissime. Nella lettera, che scrivevo ieri a Orazio, lo pregavo di volerti avvisare che avevo fatta una piccola tratta sopra la casa, di L. 200, per far piacere ad un mio amico; questa tratta non l'ho poi fatta altrimenti, avendo trovato un altro modo più comodo e niente costoso col quale gli ho potuto ugualmente giovare.
Ho vista già varie volte la Signora Papadopoli alla quale mi propongo di fare una visita domani a casa. Come tu avrai saputo il Sig. Spiro si è perfettamente ristabilito e riceve anche lui, talmente che io non tarderò di andare a trovarlo.
Hi dispiace che sono già vari giorni che io non ricevo notizie di Toscana, dove mi pare, dietro un proclama che ho visto del Governo provisorio, le cose non HÌ passano così tranquillamente come sarebbe da desiderarsi. Qui sono assediato da domande in proposito dalla mattina alla sera. Non potendo però dare risposte soddisfacenti, perchè manco di notizie, mi sono fatto la reputazione di un vero diplomatico che non discorre mai.
Se le notizie che ho ricevuto questa sera per mezzo dell'Alba sono vere, devo supporre che a quest'ora la repubblica è costà già proclamata insieme alla fusione con Roma. Questo cambierà facilmente il mio destino e perciò non faccio per ora nessun passo per prendere qui una dimora stabile. Se i miei desidèri potessero influire sulle disposizioni che si prendono a mio riguardo, io preterirei di rimanere qua, dove si vive molto quieti e molto bene.
Ho sentito con dispiacere l'occupazione di Ferrara ed il successivo abbandono di quella città dopo avergli imposto una forte tassa. Mi dispiace molto, ma è colpa dei Ferraresi stessi i quali, per paura di quattro cannonate che potevano rovinargli qualche cammino, non hanno mai voluto prendere la fortezza, che è rimasta poi sempre la fonte delle loro sciagure. Spero in breve ricevere le tue nuove e quelle di tutta la famiglia, che desidero buonissime.
H Governo provvisorio toscano, il 16 febbraio, aveva pubblicato un Proclama che invitava il popolo e specialmente i contadini a non disertare le file dell'esercito.
Sul giornale ISA Ila del 19 detto si dava notizia della dimostrazione della sera avanti sulla Piazza del Popolo durante la quale era stata deliberata la decadenza del Granduca, l'unione immediata con Roma e la proclamazione della Repubblica. Una deputazione si era recata presso i membri del Governo provvisorio e poco dopo, ritornata in Piazza, annunziava che il Governo accettava a condizione che il popolo si mostrasse pronto a marciare dove il bisogno della patria lo richiedesse (cosi il giornale).
Ferrara fu occupata il 18 dal maresciallo Haynau, che impose una multa di 206 mila scudi,
xrv*.
Firenze, 22 febbraio 1849.
Caro Carlo Per prevenire false informazioni mi affretto a ragguagliarti di quanto accadde ieri sera.
A ore 8 pomeridiane si videro dei grandi fuochi sopra tutte le colline eie campagne che circondano la città e, in seguito, colpì di fucile e di mortalotto ivi risuonavano da