Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
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1939
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pagina
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283
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Corrispondenza tra Emanuele e Carlo Fenzi nel 1849 283
che per amor di quiete sì sono ritirati nelle loro campagne. Contro il primo ha protestato il Municipio ed alcuni dei nominati nella Commissione, e credo che resterà lettera morta, tanto più che non vi sarà il caso di applicarlo.
Se hai letto nell'Alba o nel Conciliatore la dichiarazione di Laugier, credo che con-verrai con me che egli si è sufficientemente discolpato e che non mi pare che meriti il titolo di traditore. Si dice essere stato intercettato un carteggio di Nerino Corsini col detto Laugier che molto compromette il primo, e la sua famiglia ne è molto rattristata.
Quello che a me più cruccia si è il decreto delle Elezioni che dovranno aver luogo il 5 marzo e alle quali nessuno pensa e niuno ne parla. Ti rammenterai che, a forma di quel decreto, ogni elettore di qui deve portare due schede, una con 37 nomi per la Costituente Italiana e l'ai tra con altri 37 nomi per l'Assemblea Nazionale Toscana, che dovrà adunarsi il 15 di detto mese Tutto questo, si dice, che sarà fatto col suffragio universale, e dal suffragio universale in Toscana* io sono persuaso, che si avrebbero buone scelte, ma in sostanza, col meccanismo inventato, le elezioni si faranno dai Circoli. Ci renderemo ridicoli di faccia a tutta 1*Europa e le scelte non potranno avere quel morale prestigio che rende imponente e sacra per tutti l'obbedienza ai Decreti delle Assemblee.
Attualmente si fanno qui le elezioni della Guardia nazionale e non ho ancora potuto sapere se tu sei stato rieletto, ma lo saprò domani e te lo scriverò con mia successiva. Nel momento sento che Dario Baldini è stato fatto sottotenente. Orazio è tornato da Fisa e sta bene. Tutti di casa sono pure in buona salute e ti ritornano i loro ricordi.
Per le notizie accennate da Emanuele Fenzi, può valere la lettera che Antonio Mordi ni, Ministro degli Affari Esteri, scriveva con la stessa data a Carlo Fenzi; la lettera, che trovasi nell'Archivio Fenzi, ha la sola firma e i saluti autografi.
A. C. Non avendo da farti alcuna comunicazione ministeriale, ti scrivo confidenzialmente per dirti una parola sullo stato attuale della Toscana. Le cose prendono adesso una buona piega. Dopo gli ultimi moti reazionarii falliti con tanta confusione di chi li promosse, non è facile che i tumultuanti si mostrino nuovamente, giacché il Governo ha acquistato una nuova forza morale capace d'intimorirli. Anche la pacifica vittoria su De Laugier ci ha giovato infinitamente, se non altro per aver tolto di mezzo un centro di reazione intorno a cui si potevano riunire tutti i nemici del presente Governo. A Prato l'ordine non è stato più disturbato, nondimeno non si tralascia di invigilarvi e colla forza che vi abbiamo spedito ci siamo premuniti contro ogni evento possibile.
Lo spirito di reazione è vivo nel Yaldarno di sopra, sembra che Figline ne sia il focolare.
Non abbiamo finora a deplorare disordini di grave importanza, nonostante bisogna vedere che il male non s* ingrandisca, e speriamo che la milizia, che vi sì spedirà, toglierà a quella gente la voglia di tumultuare. Le altre parti della Toscana continuano ad essere tranquille; tranquillissima poi è Firenze ed animata da uno spirito eccellente.
Si lavora indefessamente nel Ministero della Guerra. Per ora null'altro di nuovo .
I due decreti, della Commissione militare e della tassa per i cittadini che si erano allontanati da Firenze e che non ritornavano entro un dato termine, erano del 22 febbraio.
II Gioberti si era proposto di agire contro i democratici in Toscana ed aiutare con le armi piemontesi, il Granduca a riconquistare il trono, questo indirizzo della politica estera urtò contro l'opposizione di tutti i colleghi del Gabinetto e il Gioberti dovette dimettersi.