Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
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1939
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284
Mario Nobili
XVI.
Firenze, 27 febbraio 1849.
Coro Carlo Domenica scorsa, 25 corrente, ti scrissi la mia quinta lettera dopo la prima tua, e ieri lessi quella che tu scrivesti a Orazio.
Mi figaro che tu riceverai il Monitore, come devono riceverlo tutti gli agenti del Governo, e perciò non mi dilungo sopra le notizie correnti giacché 11 tu trovi tatto.
Il Governo non ha ammessa minimamente la proclamazione qui della Repubblica, volendo che dipenda interamente dalla Costituente Italiana; ma siccome, col sistema stabilito per le elezioni, ciò è immancabile allorché la Costituente si adunerà* cosi si lasciano piantare Alberi della libertà con berretto frigio in tutte le piazze della Toscana e credo che in Firenze non ne abbiamo meno di 5 o 6.
Mi è pervenuta questa mattina la tua carissima del 22, che mi ha fatto molto piacere perchè ti vedo contento e desidero che tu possa continuare ad esserlo e che costi non nascano guai allorché gli Austriaci vorranno riprendere codesta città.
Qui si vive sempre col sangue rimescolato, benché apparentemente la calma non sia stata turbata. Ieri sera vi era la voce che il Granduca avesse avuto un colpo d'apoplessia appena giunto a Gaeta, ma questa mattina non sento dire altro, benché per avere la conferma sia ancor presto, anzi mi dicono che è smentita.
Nel tuo posto di Capitano è stato eletto il Lecchini, attesa la tua lontananza, che è stato creduto che possa durare qualche tempo.
Il 18 febbraio, Mazzini aveva avuto un colloquio con Guerrazzi in Palazzo Vecchio e vi era stato tra i due un vivace diverbio circa la proclamazione della Repubblica toscana, che Guerrazzi non riteneva possibile. La sera c'era stata la dimostrazione in piazza con la proclamazione e la risposta del Governo provvisorio di accettazione condizionata; poi la questione fu rimessa ai deliberati che sarebbe per prendere la Costituente Italiana.
XVII.
Venezia, 28 febbraio 1849.
Caro Babbo - Ho ricevuto questa sera la tua quinta lettera in data del 25 febbraio; le altre le ho sempre ricevute a dovere, dopo tre o quattro giorni dalla data. Mi dispiace che le mie non sieno giunte cosi precise. Io ne ho scritte quattro dopo il mio arrivo, delle quali tre a te dirette, compresa la presente, ed una a Orazio. La lettera, che mi dici aver ricevuta dopo sei giorni, la consegnai ad un corriere straordinario di Torino, che doveva giungere a Firenze in poco più di 24 ore. Si vede che la tenne in tasca fino a Torino per sbaglio, e di là avrà trovato il mezzo di fartela recapitare.
H mio viaggio da Firenze a Venezia non offri nessuna particolarità; feci il viaggio da Firenze a Bologna con la diligenza, insieme a Marco Mmghetti. Arrivato a Bologna alle due dopo mezzo giorno, mi trattenni in quella città il rimanente di quel giorno ed il giorno appresso per mancanza di mezzi di trasporto. Il giovedì mattina, con la diligenza, me ne andai a Ravenna. Nella diligenza ero solo, almeno per la maggior parte del viaggio. In principio ebbi la compagnia di una donna, avanzo di una già bella figura, la quale mi raccontò che aveva avuto venticinque figlioli 1!! A Ravenna trovai che il Vapore non partiva perchè aspettava un signore di Venezia, il quale aveva, a questo oggetto, pagato per dieci posti. Infine il Venerdì sera si parti per Venezia con circa trenta passeggieri sopra un piccolissimo legno nel quale non vi era posto neppure per dieci, volendo stare convenientemente. Io mi coricai sopra i bauli e,