Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <288>
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Mario Nobili
che mi dai le avevo già lette nei giornali, ma graditissimi mi sono stati i dettagli che mi aggiungi e che servono a dare la fisonomia ai fatti.
Nei giorni scorsi abbiamo qui avute le elezioni e sono di sentimento che, o tu o io, non la scansiamo, e forse ambedue; in quanto a me sono risoluto di dare la mia dimissione nel caso che sia eletto, perchè mi trovo nell'assoluta impossibilità di cor­rispondere con decoro. Oltre tutti gli altri carichi, mi trovo quello della Commissione dei Buoni del Tesoro e Amministrazione delle Possessioni dello Stato che mi assor­bisce due o tre ore per giorno. Inoltre io non potrei essere in coscienza per l'unione con Roma nel modo almeno che i nostri esaltati l'intendono, le nostre condizioni di Codice, di Leggi* Debito Pubblico, Carta monetata ed altre essendo troppo diverse da quelle dello Stato romano. Mi ripugna anche l'idea, e credo che ripugnerà anche alla maggiorità, che la mia cara patria divenga città di provincia, dipendente dal­l'Assemblea di Roma, che sinora non mi pare abbia dato grandi saggi di senno poli­tico e civile. D'altronde, in questi momenti, poiché si deve fare la guerra (e speriamo che ci sia propizia, quantunque io avrei preferito di far precedere l'ordinamento militare, organizzazione e consolidamento) mi sembra che tutte le altre questioni deb­bano mettersi da parte e dedicarsi intieramente a quella. Il nostro Governo ha fatto un benissimo proclama, ma il paese è fiacco e temo che un impréatito forzato produrrà molti imbarazzi e pochi denari e darà forse luogo a delle scene dolorose.
Ho detto a Orazio che sono pronto a pagargli la tua mesata di marzo e gli ho consegnata la tua lettera, ma siccome ho dei crediti costì, che trovo gran difficoltà ad esigere, avrei desiderato che tu ricevessi il denaro costi e non me lo facessi pagare qui. Mi trovo fra gli altri un piccolo assegno in mano di uno di codesti Banchieri di 150 Zvanzigher effettive d'argento, che se ti accomodano ti potrò far pagare in conto della mesata di aprile.
Si dice che, a richiesta del Generale D'Apice, sia stato dimesso il Pigli, Governa­tore di Livorno e che Livorno diverrà Prefettura. Nel Circolo del Popolo, vengo assicurato che vi sono nate gravissime dissensioni e busse, per cui è stata sospesa la convocazione. Il fatto è che da più giorni si gode di moka quiete, lo che proverebbe che il disordine veniva tutto di lì ed io sono più che mai convinto che bottega in bottega non è ammissibile e che con i Clubs è impossibile qualunque sorta di governo.
Il 6 il Governo provvisorio toscano aveva decretato che l'Assemblea era inve­stita del potere costituente e che avrebbe dovuto decretare se e a quali condizioni la Toscana doveva unirsi a Roma; il 7 l'Assemblea romana aveva manifestato il voto di unirsi alla Toscana ed il 15 una Commissione di deputati della Costituente romana era giunta a Firenze per prendere accordi.
XXI.
Firenze, 20 mazzo 1849.
Caro Carlo - Privo di tue lettere, ti scrivo questi due versi per dirti che tanto tu che io siamo stati eletti all'Assemblea Toscana; per me è assolutamente impossibile l'accettare.
Mordini, per causa della troppa ed insolita occupazione, diede nelle girelle e fu rim­piazzato provvisoriamente da Tommi. Ieri vidi il Busi e mi disse che stava molto meglio.
Montazio è stato arrestato e dicesi che sia stato mandato a Volterra. Quest'atto del Governo ha fatto generalmente piacere. Nel Circolo del Popolo sono state fatte delle modificazioni per renderlo innocuo, ed è presieduto attualmente dallo Zannetti.