Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
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1939
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pagina
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289
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Corrispondenza tra Emanuele e Carlo Fenzi nel 1049 289
La Stazione di Cascina è stata bruciata, perchè quelli abitanti intendono di volerla più bella. Il Pigli e partito da Livorno ed è stato accompagnato sino a Cascino da una gran turba di Livornesi e, dicesi, senza voler pagare.
In questo momento mi vien recata la triste notizia che a mia madre e tua nonna sia venuto uno svenimento, per cui dovettero levargli sangue; speriamo che non abbia altre conseguenze, ma il modo con cui mi è stato recato l'annunzio, me ne fanno temere. Ci mancherebbe anche questa per colmare il calice delle amarezze di cui da gran tempo è abbeverata la mia vita.
Nel Circolo del Popolo, in occasione dèlia preparazione delle liste dei rappresentanti ali Assemblea erano accaduti gravi disordini con scambio di accuse e busse. In seguito a ciò le sedute furono sospese il 15. Il 17 il Circolo si riunì nuovamente sotto la presidenza provvisoria del prof. Zannetti e fu deciso di chiuderlo temporaneamente perchè una Commissione, ali uopo nominata, procedesse a nuova convocazione dono aver scelto severamente i soci fra coloro che avessero chiesto di farne parte
Enrico Montazio, direttore del Popolano, era l'oratore più veemente dei Circoli del Popolo ed aveva tanto trasceso che Guerrazzi lo fece arrestare e rinchiudere nel Maschio di Volterra, non per ragioni politiche, ma per offese alla religione.
Carlo Pigli era stato nominato Governatore di Livorno nel novembre 1848. Era un impulsivo e si lasciava trascinare dalla folla. Nel marzo del 1849 aveva lasciato che il colonnello Costa Reghini, inviso al popolo, fosse arrestato nel Palazzo del Governo alla sua presenza. Il generale d'Apice, minacciò di abbandonare il Comando delle truppe toscane se il Pigli non era revocato dalla carica di Governatore. Guerrazzi lo costrinse a dare le dimissioni e se ne fece un avversario accanito.
xxn.
Venezia, 22 marzo 1849.
Caro Babbo Ho sentito con moltissimo dispiacere quanto mi dici rispetto alla Nonna. Io voglio sperare che sarà una cosa di poco momento come quella che ebbe al principio dell'autunno passato; alla sua età però tutto si può far serio. E perciò che non sono punto quieto sul conto suo finché la tua prossima lettera, che spero mi raggiungerà presto, non mi avrà interamente rassicurato.
Ho visto.nei giornali la tua e la mia elezione. Io ne sono molto contento e mi dispiacerebbe assai che tu non accettassi. Scrivo al Governo per ottenere il permesso di recarmi costà, cosi potrò anche procurarmi il piacere di rivedere la famiglia per qualche giorno. Ho ricevuto la lettera di Orazio alla quale risponderò quanto prima; questa sera non ho più tempo giacche è già molto tardi.
Qui non vi è nulla di nuovo. L'Armata forte di ottomila uomini e di una batteria da campagna è a Chioggia, dove è stato stabilito il quartier generale: Martedì scorso, l'avanguardia fu mandata in terraferma, essa era composta del battaglione lombardo, forte di circa quattrocento uomini, e di una compagnia di zappatori. Questo corpo s'inoltrò assai finché si trovò a fronte di un corpo austriaco di mille cinquecento uomini, con questo impegnò e sostenne una fucilata che durò quattro ore; infine il numero superiore dei nemici che tentavano di girarlo e tagliarlo fuori, lo costrinse a ritirarsi verso il quartiere generale. In questo fatto, da parte dei nostri, si ebbero: due feriti e un morto. I tedeschi, essendosi avvicinati alla spiaggia, furono salutati dalle barche cannoniere, che tirarono tre o quattro colpi a mitraglia e pare gli facessero qualche danno.
Trattasi della sortita di Conche sulla Laguna che ebbe luogo il 20 marzo.