Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
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1939
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290
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290
Mano Nobili
XXIII.
Firenze, 23 marzo 1849.
Caro Carlo Colla presente devo darti una triste notizia che ti riempirà di cordoglio, conforme ha riempito tutto il resto della famiglia, ed è la morte della mia cara madre e tua nonna che spirò ieri mattina avanti le ore 7 senza nessuna sofferenza, né morale né fisica, poiché essa perde affatto i sensi dal momento che ebbe il colpo apo-pletico e non gli riacquistò giammai, neppure per Breve intervallo. Domani saranno fatte le sue esequie e tutta la famiglia si ritirerà a S. Andrea.
Riceverai per la posta l'annunzio officiale della tua elezione a Deputato alla Assemblea Legislativa Toscana conforme l'ho ricevuta io, che domani, probabilmente, manderò la mia renunzia, perchè, oltre le disgrazie di famiglia e gli impegni pubblici e privati preventivamente contratti, mi pare che vi sia incompatibilità fra le funzioni di Deputato a una Assemblea elettiva e la mia qualità di appaltatore del Tabacco e Livellario delle Ferriere dello Stato. Oltrediciò la maggiorità delle nomine, per causa del meccanismo adottato e la mancanza di libertà, non mi darebbero alcuna speranza di fare del bene al mio paese. Siamo in momenti assai difficili e Dio solo sa cosa saremo nella settimana entrante. La Carta già perde il 5 ; ed i Francescani sono divenuti molto rari. L'imprestito forzato poi pone tutto il paese in una grande angoscia, tanto più. che non abbiamo punto, o migliorato ben poco, il nostro stato militare, nonostante tutte le misure adottate ed i sacrifizi imposti, e ciò neppure era possibile per mancanza di buoni quadri, come io più volte ti osservavo. Col cuore pieno di angoscia mi ripeto, ecc.
' XXIV.
Venezia, 2 aprile 1849.
Caro Babbo Non ti saprei descrivere il dolore nel quale mi trovo immerso dalle notizie che abbiamo ricevuto in questi giorni. Per me non so più dove ho la testa, ma spero che presto ritroverò la mia calma. Venezia resisterà, qualunque sia la sorte del resto d'Italia, ancora molto tempo. Io non so cosa fare; da una parte vorrei essere in Toscana, dall'altra mi dispiace di lasciare un posto che ho accettato in questi momenti interessantissimi.
Io temevo quello che si è verificato della povera nonna, appena ricevei la prima lettera con la quale mi annunziavi il suo svenimento. Anche questa notizia mi addolora moltissimo.
Le notizie di quei giorni,' disfatta di Novara (23 marzo), abdicazione di Carlo Alberto, incontro ed armistizio di Vignale (24 marzo), resa di Brescia (1 aprile) non avevano del tutto abbattuto l'Assemblea legislativa di Venezia che il 2 decretava la resistenza ad ogni costo e investiva Manin dei pieni poteri.
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XXV.
Firenze, 7 aprile 1849.
Caro Carlo - Ricevei in tempo debito la cara tua del 23 caduto e non ti risposi perchè, dietro quanto mi dicevi, speravo di vederti qui per far la Pasqua colla famiglia, tanto più che Mordini mi aveva assicurato di averti già dato il permesso. Oggi però, con mio dispiacere, ricevo altra tua lettera del 2 corrente e nello stesso tempo Mordini