Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
<
1939
>
pagina
<
291
>
Corrispondenza tra Emanuele e Carlo Fenati nel 1849 291
mi avvisa che non vieni altrimenti. Per un lato forse sarà meglio, poiché siamo sul momento della crisi e temo fortemente che, tra 8 o 10 giorni, saremo invasi, seppure gli Austriaci non sono trattenuti dal distendersi verso il mezzogiorno dalle insurrezioni del Piemonte e di Genova che non so quanto potranno giovare allo causa italiana.
Dal Monitore avrai visto le discussioni della nostra Assemblea che, presso il pubblico in generale, non si è, per verità, molto illustrata, né per la sapienza, né per il talento degli oratori e molto meno per l'ordine. È cosa però degna di grandi riflessioni che, nonostante che essa sia nominata per la massima porte dai Circoli, il sentimento e l'opinione generale sìa stato bastantemente forte per trattenerla dal prendere delle risoluzioni azzardose. Platone diceva, 3000 anni fa, che la democrazia non era mai stata sapiente.
Il Governo qui ha fatto tutto il possibile per l'armamento, e non si spendono meno di L. 100/m il giorno per questo oggetto. D'altronde vengo assicurato che il ' General D'Apice ha scritto al Governo, che al primo apparire di un Austriaco egli teme di rimaner solo. Ti lascio considerare qual sia la nostra attuale situazione e quanto erano veri i presagi che ti facevo 15 o 16 mesi addietro. Attualmente si gode di una apparente calma, che è dovuta, in gran parte, alla capacità del Guerrazzi, il quale vede benissimo quello che dovrebbe fare, ma è trattenuto dal timore degli esaltati e gli è giuoco forza di barcamenarsi alla meglio.
Nello stesso giorno Antonio Mordini scriveva a Carlo Fenzi:
Caro Carlo - Il di 5 corrente arrivarono a Parma 16.000 austriaci e si dubita che possano minacciare la Toscana. Tu hai fatto bene a restare costà. Viva Venezia! Se gli austriaci tenteranno un colpo contro noi, e noi ci difenderemo, sebbene le nostre forze siano poche, e l'entusiasmo popolare non come dovrebbe essere. D Vapore arrivato da Genova stamani recava che La Maxmora aveva attaccato quella città e che la battaglia durava accanita senza successo di rilievo o per l'una o par l'altra parte. Le lettere però giunte parlano di scoramento dei Genovesi. Procura di vedere spesso Manin e aver sempre notizie e comunicargli quelle che ricevi. Stai in comunicazione continua. Appena che si potrà penseremo ad un soccorso per l'eroica città. Saluta e credimi [manca la firma, ma la lettera è autografa].
P. S. - Il vapore la Ville de Marseille, proveniente da Napoli, avrebbe portato cattive notizie di Sicilia. Catania presa, Siracusa resa, Palermo reso dopo 5 ore di bombardamento. Queste notizie però non meritano fede. Vidi il tuo babbo ieri. Sta bene; venne a domandarmi se tu tornavi. La sera del 6 si aprirono trattative per un armistizio tra Genova e La Marmora. Questi esigeva che la città si rendesse senza condizioni.
Al Sig. Carlo Fenzi - Inviato Toscano a Venezia . [Archivio Fenzi].
Il La Marmora. che era stato nominato Commissario straordinario per la città di Genova, il 5 respinse la proposta di resa a condizione; il 6 la resa dei forti, della cittadella e la consegna delle armi fu firmata, accordando 48 ore di sospensione di fuoco.
L'Assemblea costituente toscana il 3 aprile approvò la sospensione della discussione sulla unione con Roma e sulla proclamazione della Repubblica; il 3 stesso fu prorogata l'Assemblea al 15 successivo.
XXVI.
Firenze, 12 aprile 1849.
Caro Carlo - Mi affretto a darti le notizie del giorno per tua regola. Da qualche giorno un battaglione o due di volontari livornesi, di passaggio da qui, commettevano degli isolati eccessi contro la popolazione, la quale ieri sera insorse, ed appoggiata