Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
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1939
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292
Mario Nobili
dalla Nazionale gli diede una severa lezione, dopodiché partirono con un treno speciale della strada ferrata; ma nel conflitto che ebbe luogo sono da deplorarsi diversi morti e parecchi feriti da ambe le parti.
Questa mattina poi siamo in piena controrivoluzione, mentre alle grida di Viva Leopoldo II sono stati atterrati gli Àlberi della Liberta che, in numero di 70 e più, erano piantati nelle piazze e sono stati ristabiliti gH stemmi granducali. Se sarò in tempo ti dirò più sotto quali disposizioni saranno prese.
Ti scrivo intanto la presente per due vie cioè per Ferrara e per Ravenna, raccomandandole ai miei amici Zaccaria Pisa e Giuseppe qm. Moisè Forlì di Ravenna, onde ti giunga la notizia quel pia presto che è possibile.
Tu conosci quale sia lo spirito, non dirò della maggiorità, ma quasi dell'universalità, ed in conseguenza ti sarà facile il comprendere in qual festa sia la città e come non vi sia da temere prova di reazione da nessuna parte, tanto più che tutta la truppa qua stanziata mostra di fare atto di adesione.
P. S. Ji Municipio ha assunto il Governo in nome del Granduca, associandosi cinque probi cittadini: Capponi, Capoquadri, Serristori, Ricasoli e Carlo Torrigiani. Mi pare che tu debba rimanere al tuo posto aspettando, o meglio anche, richiedendo gli ordini dal nuovo Governo.
Le due lettere spedite esistono nell'Archivio Fenzi.
Il 12 aprile il Municipio di Firenze assunse la direzione degli affari dello Stato di Toscana ed il giorno stesso, con proclama ai Toscani, annunziò che la città di Firenze aveva ristabilito la Monarchia costituzionale di Leopoldo II,che si era associata cinque cittadini per costituire una Commissione governativa hi quale nel proclamare il ristabilimento della Monarchia costituzionale, la vuole circondata da istituzioni popolari e si ripromette [generosa illusione], mercè tale ristabilimento, di liberarvi dal dolore di una invasione straniera.
XXVII.
Venezia, 14 aprile 1849.
Caro Babbo - Ho ricevuto a suo tempo la carissima tua 7 corrente. Ti scrivo oggi unicamente per darti le mie nuove che sono buonissime, del resto non ho alcuna notizia da comunicarti. Qui si sta bene; la popolazione è quieta; tutti sono fieri della spartana deliberazione dell'Assemblea e portano al petto il nastro scarlatto in segno di resistenza a tutta oltranza. Infine, qui si vive sperando nell'avvenire e sopportando le attuali disgrazie con molta costanza. I ricchi fanno immensi sacrifizi di denaro, quelli che nel primo imprestito sono stati tassati al di sopra di a L. 24.000, sono stati chiamati a sborzare un'altra somma eguale alla prima e questa somma è già stata incassata senza la pia piccola difficoltà, senza violenze di sorta, quasi direi con entusiasmo. Per darti un* idea di quello che i ricchi hanno sborzato, ti dirò che Papadopoli Zanetto ha, in tutto, concorso per a L. 1.200.000; Spiridionea L. 700.000 e così di seguito. Insomma Venezia sola, isolata, abbandonata dal resto d'Italia, che non l'ha soccorsa neppure di cinque cento mila lire con tutte le collette e le beneficiate e i decreti delle Assemblee, si è creata un'armata di circa quindicimila uomini, una marina capace di far fronte all'austriaca, ha aumentate e guarnite le sue fortificazioni, ha speso insomma da cinquanta milioni, mentre le terre dei ricchi sono invase dall'austriaco, imposte, taglieggiate e confiscateli Questi sono esempì da seguirsi e sono