Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
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1939
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pagina
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294
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294 Mano Nobili
di annullarli e riaprirli a favore degli antichi agenti del Governo Costituzionale; ma neppure in questa occasione nulla mi è stato scritto a riguardo tuo.
Ti accludo una lettera pervenutami per la posta al tuo indirizzo.
Da Genova mi scrivono che, dietro la chiusura dei Circoli, espulsione dei forestieri e Tessere stata posta in stato d*assedio, la tranquillità si era perfettamente ristabilita.
Pon tremoli è stato occupato dai tedeschi; e i nostri, senza veruna opposizione ed anche prima del loro arrivo, si sono ritirati con d'Apice, che, dai dispacci che sono qui pervenuti, apparisce chiaramente che non aveva l'intenzione, né la possibilità di fare la minima resistenza. Poveri nostri milioni gettati al vento per un entusiasmo fittizio e che non è mai esistito 1
Per l'indipendenza italiana ci siamo tutti, ma nei modi possibili e non negli impossibili; ed insomma io vedo che avevo una gran ragione nelle questioni che avevo teco sopra tale proposito 16 mesi addietro, perchè il pretendere di fare ai cozzi contro i trattati e contro tutta l'Europa, interessata a sostenerli, è un sogno che non ha fatto che peggiorare la nostra situazione e allontanare l'epoca del nostro risorgimento.
Guerrazzi era stato invitato a lasciare il Palazzo del Governo avanti che ne prendesse possesso la Commissione governativa. Vi rimase. Quale fosse la sua idea è controverso, ma è certo che può dare luogo a sospetto che fosse o per timore della sommossa popolare o per la speranza di un componimento che gli permettesse di associarsi alla Commissione governativa. Certo che lui stesso, con prolisse parole, tìh una spiegazione che non convince (Apologia, p. 741, Firenze, Felice Le Mounier, 1851 ) e che è contradetta da L. Guglielmo De Cambray Digny (Ricordi sulla Commissione Governativa del 1849, pp. 32-33, tip. Galileiana di M. Celimi e C, Firenze, 1853). Bimane però il dubbio sulle buone intenzioni della Commissione, a suo riguardo. Infatti, avendo deciso di trasferirlo alla Fortezza di Belvedere per il corridoio che da Palazzo Vecchio, per gli Uffizi, conduce ai Pitti, perchè non mise in atto la cosa più semplice, aprirgli cioè le porte sulla campagna e dargli assistenza, sia pure* coperta, perchè raggiungesse i confini dello Stato ?
Il Circolo del Popolo di Firenze, fu invaso dalla folla tumultuante che lo danneggiò, asportando armi e munizioni.
Carlo Pigli, Emilio Cipriani, allontanatisi da Firenze, si rifugiarono il primo in Provenza, il secondo a Costantinopoli.
Il Serristori, che era fra i cinque cittadini chiamati a coadiuvare la Magistratura fiorentina nella Commissione governativa, non vi prese parte, essendo in quei giorni fuori di Firenze, in viaggio per Gaeta, dove più tardi si un) alla Deputazione 'inviata per presentare al Granduca l'indirizzo di richiamo. Tornò a Firenze il 4 maggio Commissario straordinario dei Granduca.
Il generale austriaco Leopoldo Kolowrat entrò in Pontremoli il 12 aprile, occupando il Pontremolese a nome del Duca Carlo di Parma, senza che il D'Apice, comandante le truppe toscane, facesse resistenza alcuna.
XXDC
Venezia, 16 aprile 1849.
Caro Babbo Ho ricevuto questa mattina la carissima tua del 12 andante. Da altri riscontri aveva già notizia degli avvenimenti accaduti in Toscana in conseguenza dei quali ho subito mandata la mia dimissione all'attuale Governo. Per qualche tempo ancora mi tratterrò a Venezia, riserbandomi a decidere intorno alla mia futura condotta a seconda degli avvenimenti. Ti ho scritto ieri l'altro una lunga lettera dalla quale, in parte, potrai rilevare le mie idee; oggi non ho voglia di scrivere a lungo, perciò rimotto ad altro giorno le riflessioni serie; solo ti dirò che quello che è