Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
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1939
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pagina
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295
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Corrispondenza tra Emanuele e Carlo Fenzi nel 1849 295
accaduto lo prevedeva, come pure prevedo che la restaurazione avrà corta durata poiché non vi sono in Toscana elementi da costituire un Governo forte; qualunque ne sia la forma, subirà, sempre I1 influenza e sarà soggetto agli avvenimenti esterni.
Il 20 aprile Tommaso Fornetti, incaricato del Ministero degli Affari Esteri, scriveva al Fenzi: La Commissione Governativa, riconoscendo in ciascuno di professare liberamente quei principii che più sono consentanei ai dettami della propria coscienza, accetta la dimissione da lei data con la lettera del 16 stante dal posto d*Inviato toscano presso il Governo di Venezia [Archivi*} Fenzi].
XXX.
Firenze, 18 aprile 1849.
Caro Carlo Mentre Orazio, stabilito da qualche giorno alla stazione di Pon-tedera, mi tiene in gravi angoscie, compromettendosi terribilmente con i livornesi, che soli dissentono ancora dal movimento unanime e irresistibile di tutta la Toscana per il ritorno allo Statuto, io sono in gran pensiero per te, che senza nessun vantaggio per la causa italiana, per la quale ti devi riservare a migliore occasione, potresti inutilmente sacrificarti. Qualora pertanto il nuovo Governo, qui stabilito, non ti abbia fatto comunicazioni tali che ti obblighino o ti consiglino a rimanere costi, io ti prego e ti scongiuro a tornar sabito in patria. Sono poi di parere che la pertinacia dei livornesi, che potrebbe esporci alla invasione austriaca, che già ha avuto luogo in Lunigiana e a Massa, cederà alla riflessione ed al buon senso, tanto più che quella popolazione, isolata e senza commercio, non potrebbe vivere tre giorni; d'altronde, un giorno solo di ritardo, potrebbe esser causa o pretesto della visita di ospiti non 'graditi.
Fino dal 13 Siena, Lucca ed altre località della Toscana si erano dichiarate per il ritorno del Granduca ed il regime costituzionale. Livorno invece seguitava a vivere in stato rivoluzionario. Intanto la Commissione governativa aveva nominato un ministero provvisorio, dando incarico al colonnello Giacomo Belluomini di quello della guerra; a Tommaso Fornetti degli esteri; ad Antonio Allegretti dell'interno; a Vincenzo Martini delle finanze; ad Augusto Duchoque della grazia e giustizia ed affari ecclesiastici; a Marco Tabarrini dell'istruzione e beneficenza.
XXXI.
, Firenze, 19 aprile 1849.
Caro Carlo Benché speri che tu avrai a quest'ora abbandonata Venezia e che sarai in viaggio per qui, ti scrivo questi due versi per dirti che Livorno, oggi o domani, rientrerà essa pure nell'ordine e che non ho potuto consegnare la lettera che tu mandasti per Mordini perchè, nonostante tutte le pratiche fatte, anche alla polizia, mi è stato impossibile di scoprire ove si trovi.
Petracchi è stato preso ed è qui in Fortezza da Basso.
La lettera è autografa. Livorno che era in mano di una Commissione di cittadini, stava, in quei giorni trattando con la Commissione governativa di Firenze, intermediario il Console di Francia a Livorno.