Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <297>
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Corrispondenza ira Emanuele e Carlo Fenzi net 1849 297
Nel caso, olio Dio non voglia, che Venezia dovesse rendersi, Ho l'intenzione di andare per qualche mese a starmene a Corfù, dove ho diverse buone conoscenze, per aspettare che le cose si sicno tranquillizzate. A me dispiacerebbe troppo e non potrei essere testimonio della baldanza di tanti, uomini che io disprezzo. D'altronde tenen­domi lontano ora dallo spirito di parte,, potrò forse un giorno essere di maggiore uti­lità. Questi, sono i mici progetti per ora; le cirebstanze potranno modificarli, o in tutto o in parte.
Dal giorno che seppi la caduta del Governo provvisorio non ho più preso danari sulla mia credenziale per conto del Governo (come ti puoi immaginare), talché in tutto ho preso novecento lire, lochè costituisce circa l'assegno che mi fu fatto. Oggi però, essendo senza denaro, me ne farò dare dal Sig. Levi per conto tuo; anzi ti vorrei pre­gare di mantenermi la stessa credenziale qui in Venezia onde non corra il rischio di trovarmi senza danaro.
Come scrivevo ad Orazio, la meglio che tu potessi fare, per avere un poco di com­pagnia, sarebbe di far venire Bastiano con la sua moglie. Pensaci, ti prego, e forse non sarai lontano dal persuaderti che è il migliore di tutti i progetti; in quanto al mio prender moglie è inutile pensarci per ora.
Scusa, caro Babbo, questa lettera scritta nella massima fretta*
H fratello Sebastiano, per certe sue scapataggini, era stato come esiliato dal padre e viveva in Inghilterra.
xxxrv.
Firenze, 24 aprile 1849.
Caro Carlo Devo avvertirti che in questo momento, che sta per partire la posta, ricevo un biglietto della Depositeria con cui mi viene ingiunto di annullare il credito aperto costì a favor tuo, lochè mi trovo in obbligo di eseguire prontamente, avvertendo i Signori Levi che se nelF intervallo ti avessero fatto qualche sborzo deb­bano rimettermi, a posta corrente, la quietanza. Ho un piccolo credito costi di Zvan-zigher effettive in argento 150, con codesti signori Fratelli Dn Bois, e se vuoi che te le faccia pagare in conto della tua mesata di maggio l'eseguirò a posta corrente. Ti ripeto però che il mio desiderio sarebbe che, senza perdere un minuto di tempo, tu tornassi, e ti avrò per un figlio ingrato se non mi obbedirai. Il tempo farà conoscere chi di noi aveva ragione.
P. S. Orazio, ogni notte va, da Pisa, a fare alle fucilate coi Livornesi e pare che sia stanco di vivere; io richiamo anche lui nel modo il più perentorio.
Svanzica, vecchia moneta austriaca (1/3 fiorino).
I livornesi, sempre in subbuglio, uscivano ogni notte a fare alle fucilate con i soldati toscani che da Pisa erano inviati a proteggere la linea ferroviaria.
XXXV.
Venezia, 27 aprile 1849.
Caro Babbo - Ho ricevuto questa sera la tua lettera del 24 corrente la quale, io non ti posso nascondere, mi ha cagionato molto dispiacere. Vedo che insisti sempre nell'idea oh*io torni a casa, mentre dal canto mio sono sempre dell'opinione che il mio onore ed il mio dovere esigono che resti in questa citta. È appunto nelle disgrazie