Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <309>
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Corrispondenza tra Emanuele e Carlo Fenzi nel 1849 309
lettere che ti accludo. Le due prime mi sono state consegnate dal Generale Pepe con molta premura; una di queste è diretta a Parigi e potrai impostarla direttamente, l'altra essendo diretta a suo fratello il Generale Florestano a Napoli, sarebbe bene, se hai il mezzo, di includerla a qualche tuo corrispondente di Napoli, onde non venisse a quella polizia la tentazione di sopprimerla per non fargli aver notizie del fratello. Non ti spaventare per queste raccomandazioni, le due lettere non sono compromet­tenti, la sola difficoltà per noi consiste nel farle capitare in un posto dove si trovi chi ne paghi la francatura.
Le cose qui vanno bene. Finché avremo palle di cannone da mandare al nemico e pane da mangiare resisteremo. I morti e i feriti che abbiamo giornalmente sono pochi e da quel lato potremmo durare molto più tempo.
Io sto benissimo; sono entrato al servizio regolare da qualche tempo e ne sono molto contento.
P. S. - La terza lettera che ti accludo mi è stata consegnata dal mio carissimo amico Colonnello Cosenz, che è cognato del Professore Piria. Te la raccomando quanto le altre.
Seguitavano trattative epistolari tra il Ministro austriaco De Bruck e i Commis­sari veneti che insistevano per la costituzione di un Regno LombardoVeneto sepa­rato, sia pure tributario dell'Austria. Dopo vari giorni di uno stanco e inconcludente scambio di cannonate, il 13 il nemico iniziò un cannoneggiamento sulla batteria a mezzo Ponte. L'Assemblea legislativa si adunò il 15 e il 16; finalmente Manin annunziò al popolo che era stata confermata la risoluzione di resistere. Il 19 esplose la polve­riera dell'Isola delle Grazie. La popolazione si manteneva calma e frequentava la Piazza S. Marco ed i caffè.
Carlo Fenzi fu nominato primo tenente onorario ed ufficiale di ordinanza del generale Pepe il 13 maggio.
XLVH.
Firenze, 23 giugno 1849.
Caro Carlo Dopo la prima tua lettera che ricevei per la via di Trieste non ne ho ricevute altre ed io te ne -ho già scritte due per quella strada. Ti scrivo oggi la terza per accluderti un biglietto di Bastiano e per darti le nuove della famiglia e degli amici che sono ottime. Tutti giornalmente mi domandano di te, onde ti prego scrivere tutte le volte che ti si presenta un'occasione, lochè però temo che non sarà frequente.
Avrai già inteso la capitolazione d'Ancona e gli avvenimenti di Parigi, dietro i quali vi è da credere che avremo presto anche lo scioglimento del dramma romano, ben diverso dal veneziano perchè costì solamente è il vero popolo, mentre a Roma la popolazione vi è per poco.
Da che gli ni tra democràtici hanno fatto lega con i socialisti e gli anarchisti, io non conosco più che due partiti soli in Europa, cioè il partito dell'ordine e il partito del disordine. Posta cosila questione io ti dico francamente che, piuttosto che far lega col secondo, io rinnnzierei anche ai sentimenti più cari del mio cuore, di naziona­lità, d'indipendenza ed anche dì libertà; e credo che tutte le persone intelligenti e oneste sarebbero della mia opinione. Difatti, quando si vede in Francia che gli eletti dal suffragio universale e senza alcuna influenzo governativa sono trattati come Carlo X e Luigi Filippo, bisogna concludere che non è un fine politico che anima i capi, ma bensì la distruzione della società. Si vuole la guerra universale? Ma quando anche essa riuscisse in favore del partito liberale, lochè dopo i casi di Vienna, di Berlino, di Parigi,