Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <312>
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Mario Nobili
sua bandiera, dirigendo il lavoro come se fosse stato nel luogo più. sicuro del mondo. Verso sera, quando tutto era quasi terminato, una palla di cannone gli sfiorò una Bpalla e gli zoppe la spina dorsale. Appena egli fu raccolto dai soldati, si giudicò morto, ordinò il fuoco da tutti i pezzi della batteria, raccomandò che il suo successóre ne avesse cura i quanto ne aveva avuto egli stesso e dopo poco, trasportato a Venezia, mori della morte dei bravi. Il suo coraggio aveva del favoloso, egli era PAjacc della nostra armata e un uomo la di cui storia è più straordinaria di qualunque romanzo. In generale gli uffiziali napoletani che qui abbiamo sono tutti di una bravura straordinaria e di moltissima capacità; forse i meglio che il Borbone avesse nella sua armata.
Dietro le disposizioni che sono state prese da loro e con il valore che ha tutta la truppa nostra, è certo che Venezia non cederà che alla fame o alla mancanza di munizioni; per forza d'armi gli austriaci non ci potranno mai entrare.
Tu non puoi figurarti il coraggio che hanno questi soldati; è superiore ad ogni credere. Tutti gli uffiziali fanno a gara per essere nel posto il più. pericoloso e dove due basterebbero ve ne sono sempre sette e otto. Io sono cosi fiero di appartenere a questa truppa e di poter dire un giorno era anch'io fra i difensori di Venezia che non darei il mio grado per tutto l'oro del mondo.
Dopo i fatti di Marghera chiesi anch'io di entrare a servizio per non pigliare una palla da dilettante e sentirmi dire minchione , e mi fu accordato con un brevetto di primo tenente di linea, aiutante di campo del Generale Pepe; con questo grado servo da un mese. Dieci giorni sono stato addetto al forte di Brondolo, dove pure le cose vanno bene.
H 4 giugno gli austriaci attaccarono il forte e le posizioni di Cà Naccari, Cà Fino, la Busiola e il Forte Lombardo, ma furono respinti non ostante che la fiotta gli porgesse un aiuto efficace. Da quell'epoca in poi non hanno tentato nulla di serio in quella parte ed hanno forse smesso il pensiero di espugnarlo, lo che gli riuscirebbe assai malagevole.
5 giugno (luglio).
P, S. Non bo da aggiungere alcuna cosa quest'oggi; nulla è accaduto d'im­portante durante le 24 ore; vi fu una piccola scaramuccia fra le due flotte senza risul­tato alcuno. Ieri sera morì un bravo uffizialc d'artiglieria, che aveva rimpiazzato Rossaroll alla batteria a mezzo ponte; tutti fanno a gara per avere l'onore di quel comando, non ostante che, fin'ora, in venti giorni, di quattro ufficiali che hanno avuto quel comando, due sono morti e due feriti. Addio.
Lo scoppio della polveriera dell' Isola delle Grazie avvenne la sera del 19 giugno.
Il 27, in seguito ad mi più intenso bombardamento sul piazzale in mezzo al Ponte si ebbero gravi danneggiamenti al materiale, molte vittime tra le quali il ten colonnello Cesare Rossaroll di Napoli.
Il 30 giugno Manin annunziò al popolo che l'Assemblea aveva deciso di troncare e trattative con l'Austria.
L.
Venezia, IO luglio 1849.
Caro Babbo - Ti scrivo oggi benché non sia ancora partita la lettera che ti ho scritto il 4 e 5 corrente, non essendovi stata occasione per spedirla. Io sto benissimo al solito e spero che così sarà di tutta la famiglia, della quale attendo notizie col primo legno che arriverà da Trieste.