Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
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1939
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316
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316
Mario Nobili
che io frequento. La spina che io ho nel cuore è per il nostro povero paese che è tanto mal menato e rovinato da tutti. Pazienza io non dispero dell'avvenire, né dispererò mai.
L'assedio di Venezia non ha in questi giorni offerto alcun che di nuovo. Fino a tutto il di 13 corrente tutto procedeva come io ti ho descritto nelle antecedenti mie. Da quel giorno in poi gli austriaci, dopo un mese preciso che fulminavano la nostra batteria a mezzo ponte, hanno smesso di far fuoco, vedendo che i loro sforzi non riuscivano a farci abbandonare quel punto nonostante le gravi perdite che ci cagionavano. Durante questo mese ci hanno messo fuori di combattimento, in quella batteria più. di 400 uomini e si sono dovuti cambiare e rimontare sessantatre cannoni. (La batteria è di sette cannoni e due mortai). L'ostinazione nostra è stata più della loro e adesso sembrano aver rinunziato al progetto di impadronirsi di quel punto. Dice che, prima di desistere del tutto dall'idea di prendere Venezia per forza, vogliano tentare un assalto con barche, zattere e cannoniere. Se questo avrà luogo sono persuaso che riuscirà un affare molto sanguinoso, ma che non concluderanno niente. Questa battaglia sarà una curiosità nel suo genere, essa sarà anfibia, partecipando nello stesso tempo della battaglia navale e di quella terrestre.
Fra le altre sciocchezze che hanno tentato vi sono stati anche i palloni volanti; questi palloni sono di foglio con due faseie di panno nel senso dell'asse maggiore, alle quali è fissata una bomba ed altre materie incendiarie; di questi palloni ne hanno mandati una gran quantità,, pochissimi però, come ti puoi immaginare, hanno preso una giusta direzione e quei pochi che sono venuti sopra la città sono scoppiati senza produrre il minimo danno.
Quattro giorni sono accadde un nuovo incendio nella fabbrica delle polveri; dieci cannonieri e due ufficiali rimasero uccisi. Questa seconda disgrazia ed altri tentativi mancati non lasciano più dubitare che la cosa sia dipendente da qualche nero tradimento, poiché fra le altre cose furono trovate delle capsule e dei fulminanti fra le materie che dovevano essere sottoposte alla triturazione. H danno fatto alla fabbrica da questa seconda esplosione fu piccolissimo ed il giorno stesso riprese a lavorare.
Dopo avere esauriti tutti i mezzi coni quali gli austriaci sperano potersi impadro-nire di Venezia, si limiteranno al blocco stretto per prenderci per fame e in questo modo sono anch'io persuaso, almeno se non ci aiuta qualche circostanza imprevista, che dovremo cedere alla fine. La città è approwisionata di pane per due mesi e mezzo, forse più; legumi e frutta ne abbiamo dai giardini e dagli orti in quantità, manca però quasi affatto la carne, il vino ed anche il pesce non abbonda più tanto, dopoché gii austriaci, con barche leggere ed armate, vengono fino sulla costa a dar la caccia ai pescatori.
Ti prego di accludere la lettera al Generale Forestano Pepe dentro qualche lettera tua per Napoli onde non venga in capo a qualcuno di sopprimerla per far dispetto ai due fratelli.
Fabio Uccelli è stato poco bene in questi ultimi giorni; ha preso una febbre perniciosa. Adesso però sta assai bene o spero che presto sarà perfettamente ristabilito.
P. S. - Ti prego dar corso anche all'altra inclusa che è di Uccelli.
La pausa del cannoneggiamento austriaco dei forti veneziani non era altro che la preparazione al più grande bombardamento della città, che incominciò il 29 luglio.
Degli innocui palloni ne parla l' Anonimo diarista (op. ài.) ed altri storici.
Per la mancanza del pesce sul mercato, il Fenzi ne dà la causa alle barche armate austriache, F Anonimo, lamenta l'inazione della marina veneta che lasciava il nemico padrone del mare.