Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <322>
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Mario Nobili
Scusa questa lettera scritta al solito con la massima fretta* Ho tirato già, via via* quello che mi capitava per la testa. Ti prego di dire mille cose alla cara Mamma, ecc.
La sortita di Brondolo avvenne il 1 ago sto. Era stata disposta dal colonnello No aro etia comandata dal tenente colonnello Sirtori. La colonna ebbe a sostenere breve combat­timento con gli austriaci che, fuggendo, lasciarono nelle mani dei veneziani la bandiera del 18 di linea (Ordine del giorno 5 agosto firmato dal generale Guglielmo Pepe).
Nell'Archivio Fenzi, con la data 2 agosto 1849, trovasi il seguente decreto: COMANDO IN CAPO DELLE TRUPPE DELLO STATO VENETO. Per l'autorità data ai Generali in Capo nelle Piazze assediate, Io, con vera soddisfazione, nomino Lei, Sig. Tenente Carlo Fenzi, al grado di Capitano, promozione che Ella ha diritto per anzianità di grado e pel suo lodevole modo di servire, nonché pel suo sentire italiano, da cui fu spinto a recarsi in questa vigorosamente assediata Laguna, brigando sempre l'onore di portarsi dove più fervono le nemiche offese. Il Comandante in Capo con pieni poteri Guglielmo Pepe.
LVIH.
Venezia, 20 agosto 1849.
Caro Babbo Benché abbia sempre presso di me la lettera che io ti scrissi il 2 corrente, non avendo potuto trovare una occasione per spedirtela, mi sono messo a scriverti oggi la presente per darti i ragguagli di quanto è accaduto in queste ùltime tre settimane. In primo luogo, come credo averti già detto nella summentovata let­tera, scrittati il di 2 corrente, pochi giorni prima che cominciasse il bombardamento della città ai era sviluppato il colera, il quale è continuamente andato crescendo fino a tre o quattro giorni fa, quando è rimasto stazionario. I casi in questi ultimi giorni sono stati fra i 300 e i 400 al giorno, morti nelle ultime 24 ore 136. Questa cifra* ci dà qualche speranza che sia un poco diminuito in intensità, essendo la proporzione dei morti sopra il numero dei casi assai più piccola che nei primi giorni nei quali mori­vano quasi tutti. Fino al giorno d'oggi sono morti nella città di Venezia 2100 persone. A Chioggia, città di 30 mila anime, la malattia ha infierito con maggiore vigore.come pure a Burano, ai Treporti e sopra i legni della flotta. Non so dirti preciso il numero dei morti nell'estuario, ma per quanto ho potuto rilevare, oltrepassa i tremila morti di colera in poco più di tre settimane, sopra una popolazione complessiva di meno di duecentomila anime.
Il bombardamento cominciato la notte del 29 al 30 ha durato, senza la minima interruzione, per tre settimane intere e dora tuttavia. I danni prodotti sono immensi; i tre quarti della città essendo esposti al fuoco nemico, pochissime sono le case che non abbiano avuto a soffrire, molte quelle che hanno danni importantissimi. Quasi tutti i palazzi sul Canal Grande hanno le loro facciate più o meno degradate* Alcuni, come per esempio il Palazzo Mocenigo, sono assolutamente rovinati* H numero degli incendi cagionati dalle bombe ammonta a 110. Alcuni hanno distrutto più case e diversi capi lavori nella Chiesa di S. Geremia sono stati distrutti.
A di 26 agosto.
Ti mando questi due brani di lettere scritte in diversi tempi. Voleva farti la sto­ria di questi ultimi 20 giorni, ma non mi regge la testa. Ti basti sapere che dopo 24 giorni di bombardamento, di colera e di scarsezza, quasi mancanza, di viveri, una Com­missione andò a trattare. Il resultato delle trattative lo saprai dalla Gazzetta di Milano.
Se mi sarà possibile anderò in Svizzera per via di terra, non avendo potuto otte­nere un posto sopra il vapore francese ed essendo i legni a vela diretti tutti per Ales­sandria e per Smirne. Ho creduto bene di non intraprendere una così lunga e penosa