Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <326>
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Mario Nobili
Orazio che meritano tutti i riguardi. Ernestina è andata a Ripoli e la sua governante Sig.ra Gelabcrt non è più in casa nostra. Tornando a casa tu puoi metterti al fatto di tutto, seguitare l'andamento degli affari e metterti in caso di essere utile a te e alla tua famiglia nel caso di una disgrazia.
Io non ho sofferto poco in questi sconvolgimenti, e non sono sicuramente in grado di fare spese straordinarie, anzi ho ristretto tutte quelle ordinarie, ma non ho venduto la tua cavalla nella speranza del tuo ritorno. Bisognerà però che mi tolga anche questo aggravio inutile, se assolutamente tu non volessi tornare.
Sono stato al Ministero dell'Interno per sapere se nulla si opponeva al tuo ritornò e il Segretario Allegretti mi ha detto che non vi è nulla in contrario, ma mi ha insi­nuato di andare dal Prefetto Samminiatelli, ove pure mi sono recato. Mi ha detto di fargli una memoria e che mi darebbe una risposta precisa nella entrante settimana. Meglio che vivere nella selvaggia Sardegna o andare a crepare di noia in un ritiro, non sarebbe meglio per te il vivere ritirato a S. Andrea, ove attualmente non abbiamo nessuno, ed occuparti li di scrivere la Storia d'Italia di questi tre anni ? Genova, credo ancor io, che non sia soggiorno conveniente per te, perchè essa deve diventare il punto di riunione di tutti i malcontenti e, fra questi, molti ve ne sono, e naturalmente sono i più intraprendenti, che non hanno retti fini.
So benissimo che il tuo scopo, il tuo pensiero fisso è l'indipendenza di tutta Italia, e sarebbe anche il mio e vi sacrificherei la metà della mia sostanza se vi fosse la possibilità di conseguirlo, ma ti lascio considerare se vi è possibilità adesso di tentarlo per nessuna onesta via. L'uomo savio, pertanto, non 6 colui che colla mente fissa nell'ottenere un bene impossibile, renunzia ad ogni bene presente e possibile, nuo­cendo a se e alla sua famiglia e addolorando un padre cui deve la sua esistenza, la sua fortuna ed in gran parte anche la sua considerazione ed il suo posto nella società.
Ti accludo ima lettera per te giuntami e ti accludo pure l'ultima che ti scrissi a Venezia e che arrivò colà dopo la tua partenza. Entro la medesima ve ne erano due che, per parte a me ignota, mi giunsero di Francia all'indirizzo del Generale Pepe, le quali, dietro consiglio datomi da Boldoni, mandai martedì a Adolfo Marcuard e C. di Parigi per consegnargliele, ma ora vedo, con dispiacere, dai giornali che il 31 egli arrivò a Gorfù e perciò temo di aver buttato via il ranno e il sapone.
Antonio Allegretti, di Pescia, segretario generale del Ministero dell'Interno avanti e durante il Governo provvisorio. La Commissione governativa del 12 aprile lo incaricò di reggere il Ministero dell'Interno; nominato dal Granduca il titolare, Leonida Landucci,. 1*Allegretti tornò alle sue funzioni di segretario generale.
Donato Samminiatelli, di Pisa, Regio Procuratore generale, ministro dell'In­terno nel Ministero Capponi dell'aprile 1848, prefetto di Firenze dopo la restaurazione.
LXIV.
Genova, 12 settembre 1849.
Caro Babbo Ho ricevuto ieri l'altro la carissima tua del di 8 corrente; prin­cipale oggetto della quale era quello di persuadermi a tornare a casa. Non puoi imma­ginarti quanto dispiacere mi faccia questo tuo desiderio, perchè, mentre da una parte mi duolo moltissimo di contrariarti quando ti mostri animato verso di me da tanto affetto e da tanta bontà, sento dall'altra che sarebbe impossibile per me di tornare senza rinnegare le mie convinzioni e piegare vilmente il capo al giogo che aborro. Di più, credit astrazione fatta da questi riflessi, che per me sono importantissimi.