Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <330>
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330 Maria Nobili
LXVI.
Firenze, 19 settembre 1849.
Caro Carlo Ho ricevuto la tua carissima del 12 corrente dalla quale sento con dispiacere cbe tu sei determinato a non tornare ameno che non avesse luogo la tua ele­zione. Lo ragioni che dai non sono punto soddisfacenti; e senza entrare in una lunga perorazione, ti faccio solamente riflettere che bisognerebbe supporre che fra tutti gli abitanti della Toscana, che tranquillamente vi dimorano, non vi fosse alcuno buon patriotta migliore di te o a te uguale, lochè sarebbe un assurdo perchè, nella peggiore ipotesi, concluderebbe che la totalità, o almeno l'immensa maggiorità, avrebbe opinioni diverse dalle tue e cosi le tue non sarebbero certamente buone perchè contrarie al modo di pensare dei più. Senza però aggirarsi in queste idee fantastiche, io tengo per fermo che i patriotti rimasti sono migliori dei fuorusciti e che anzi i fuorusciti sono la cagione di tutti i nostri mali e la causa della straniera occupazione.
Parliamoci chiaro; il vero motivo che tu non vuoi tornare è che tu non ti credi sicuro? A ciò rispondo che, allorché tu acceda alle mie preghiere, sarà pender mio di metterti perfettamente in regola per tutti i lati, quantunque peranche io non abbia avuto un riscontro preciso dal Prefetto. La vita ritiratissima poi che tu terresti accomoderebbe poi tutte le altre antipatie e puntigli in poche settimane. S* tu persisti nella tua risoluzione, poi non dovrai dolerti se, per le risoluzioni che sarò obbligato dj prendere, tu ti troverai un giorno meno comodo di quello che potresti esserlo; mentre ti ripeto che per la stanchezza, che l'età comincia a farmi sentire, e per la poca salute di tuo fratello maggiore, io sarò obbligato a prendere un partito per vivere più quieto nel presente e nel futuro.
Oggi abbiamo avuto radunanza generale della Leopolda, e da una maggioranza composta di viennesi e livornesi è stato adottato un piano di riforma amministrativa per cui anche Orazio perderà il suo posto, cosa che gli recherà un grandissimo dispiacere.
Dimmi se leggi i giornali di qui e quali leggi. Un mio amico mi diceva che nei gior-ni scorsi vi era un articolo della Concordia di Torino che parlava di mah trattamenti ricevuti a Marghera dagli uificiali sortiti da Venezia e che citava te, nominativamente, in testimonio. Mi ha aggiunto altresì che in un numero successivo vi era una lettera di Fabio Uccelli che sfidava il Comandante austriaco che aveva inflitto quei cattivi trattamenti, e siccome nella dettagliata relazione che tu mi facesti della sortita da Venezia nulla mi narravi di tutto questo, ti prego dirmi cosa vi è di vero.
Io non ho alcuna relazione alla Spezia, ma se ci fossero gli Oldoini si potrebbe forse con quel mezzo farti passare le tue mesate, altrimenti non ho altro compenso ohe rimetterti un mandato sopra Pietrasanta o sopra Livorno che forse con qualche negoziante di costì potrai negoziare.
Venne a casa nei giorni scorsi un biglietto a te diretto dal sarto Massini con cui ti domandava di saldarlo, ma credo inutile di rammentartelo. Altre lettere, per ora, non mi sono pervenute. A S. Andrea siamo soli e non vi resta che tua madre con i due bambini più piccoli di Orazio. D Prestanti è affetto di un polipo allo stomaco e il fat­tore dall'idropisia, e temo che ambedue, e specialmente il primo, possano vivere poco più* Nel mese prossimo ci avremo probabilmente qualcuno dei vecchi amici.
Emanuele Fcnzi era un po' troppo ottimista sulla tranquillità dei toscani e dei fiorentini in specie. Malcontenti ve ne erano e non pochi. Nell'alto ceto davan noia