Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
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1939
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pagina
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331
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Corrispondenza tra Emanuele e Carlo Fenzi nel 1849 331
le continue distribuzioni di decorazioni agli ufficiali austriaci e le fastose esibizioni da parte della famiglia granducale delle uniformi austriache; mentre le provocazioni e le prepotenze dei soldati tedeschi erano cagione a frequenti e sanguinose risse tra questi e la popolazione. Queste risse si riteneva fossero desiderate dal generale D'Aspre, forse per imporre ancora di più, al Granduca ed al Governo, la sua autorità e prolungare, con questa scusante, la poco gradita occupazione straniera che costava fior di quattrini ai municipi e per conseguenza alla popolazione.
LXVH.
Spezia, 21 settembre 1849.
Caro Babbo - Ho ricevuto ieri sera la carissima tua 19 andante. Ti ho scritto il di 18 una lettera assai lunga che avrai probabilmente ricevuta ieri mattina. Non ho oggi molte cose da dirti, pure ti scrivo per rispondere ad alcune parti della tua lettera.
Mi dispiace*di vedere quanto sia difficile che c'intendiamo e quanta diversità vi è nei nostri sentimenti. Come mai ti potrebbe egli venire in mente, se tu mi conoscessi, che io sto fuori per paura di essere perseguitato e che la principale ragione per la quale non torno è che temo di non essere sicuro ? Potrebbero queste essere ragioni per farmi rimpatriare, qualora io credessi le persecuzioni potessero giovare, non mai farmi allontanare. Io sto fuori perchè così protesto contro l'attuale andamento e contro l'invasione Austriaca, mentre dall'altra parte son certo che a poche seccature si ridurrebbe l'azione della polizia contro di me e a me, rientrando, toccherebbe essere, non vittima, ma pacifico ed impotente spettatore di quanto più, mi addolora. Ti prego d'intendermi bene e valutarmi quello che valgo. Lascio da parte ogni altra argomentazione sopra questo soggetto, tu stesso potrai dare la sentenza se io sia buono o cattivo patriotta.
Mi affligge molto quanto mi dici di Orazio; egli sarà sensibilissimo, non dubito, alla perdita della sua occupazione nella strada Leopolda. Io ammiro in lui molte buone qualità, ho avuto per lui sempre molta affezione ed è perciò che risento un vivo dolore ogni volta che me ne dai nuove poco buone.
10 qui leggo tutti i giorni: il Nazionale di Firenze, la Concordia, la Gazzetta di Genova e la Presaci questi sono i giornali che arrivano qui, parte al Casino e parte al Caffè. In quanto ai due articoli della Concordia dei quali mi parli, li vidi ambedue. È verissimo tutto quello che è contenuto tanto nell'uno come nell'altro. Io ero intenzionato di scrivere una lettera sul genere di quella dell'Uccelli, ma poi, ripensandoci bene, non lo feci perchè mi sembrava che si potesse interpetrare per una smargiassata o per mania di far parlare di sé; mi dispiacque anzi di vedere il mio nome nell'articolo della Concordia. Io non ti scrissi di questi fatti, perchè mi faceva una rabbia il pensarci sopra che non ti posso esprimere, ora quel sentimento si è un poco calmato ed io te ne darò uno schizzo*
11 23 agosto fu firmata la Capitolazione fra il Municipio di Venezia ed il Comandante l'Armata austriaca, per la quale doveva rimaner libero ogni cittadino o militare di partirsene da Venezia, sia per mare, sia per terra. Non fu presa, da parte dei deputati veneti, intenti solo a salvar se stessi e ad ingrazionirsi coi nuovi padroni, alcuna misura onde garantire e facilitare l'esecuzione dei patti; lasciati così in balia del nemico. Non puoi credere quanto vilmente abusasse della sua posizione. Mille inciampi furono messi alla partenza per via di terra, mille villanie ed atti vilissimi e crudeltà furono usati a quelli che partivano e che si costringevano a farsi vidimare il passo a Marghera, dove tre o quattro mila uomini tenevano presidio, in mezzo ai quali bisognava passare. Ti puoi immaginare se risparmiavano le ingiurio, incoraggiti a far