Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
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1939
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332
Mario Nobili
dò dagli ufficiali i quali, secondo gli veniva l'estro, schiaffeggiavano uno, bastonavano un altro, sputavano in faccia, imprigionavano, minacciando bastonate e fucilazioni alla prima parola che uno ai attentasse ripetere. Non finirei più a raccontarti i particolari di questi fatti. Io ne uscii a buon mercato perchè, salvo qualche insolenza lanciatami da qualche soldato, non ebbi da soffrire altro, ma mi toccò a restare spettatore di queste scene per due ore e ti assicuro che piangevo dalla rabbia e piansi ogni volta che mi veniva in mente durante il viaggio. Mi feci dare il nome di tre ufficiali che si distinguevano in queste azioni vili; uno di questi ho visto poi che è stato sfidato da Uccelli ed è il Colonnello Kucksthul; è certo che non avrà alcuna soddisfazione; ma forse un giorno o l'altro ci potremo ritrovare con alcuno di loro e faremo i conti. Il generale Gorgowsky si distinse pure esso per i suoi modi brutali.
Soddisfatta la tua curiosità su questo particolare e non avendo altro da dirti fuorché hi mia salute è eccellente ti prego ecc.
Lxvni.
Firenze, 21 settembre 1849.
Caro Carlo Ti scrissi lungamente ieri l'altro e ieri poi ricevei la tua carissima. del 17, con cui mi dai i dettagli del tuo arrivo e instaHamento in codesta città; ma, per completarli, bramerei sapere il nome e professione del tuo padrone di casa e come si componga la famiglia. Mi sarebbe parimenti grato di sapere chi sono quegli altri 7 o 8 toscani che costi si ritrovano.
In quanto alla questione finanziaria che ti riguardo, mi pare di averci supplito colla precedente mia con cui, non solamente ti dicevo che intendevo passarti il tuo solito assegnamento, ma anche ti parlavo dei modi con i quali avrei potuto rimettertelo, poiché non ho costì corrispondenti. Se credi questo non ti possa bastare sono anche disposto a farci qualche aumento, quantunque le circostanze siano poco* propizie per tutti i versi.
In quanto alla cavalla, siccome uno degli animali della pariglia di David comincia a essere mi po' balordo, e che l'altro si appaierebbe benissimo con essa, avevo in questi* giorni determinato di non venderla e di attaccarla, ma se tu gradisci di averla, farò di meno. La difficoltà però starà nel mandartela senza esporsi a una spèsa grave. Ho detto intanto a Gigino che pensi come si potrebbe fare.
Sto leggendo un operetta di L. Geofroy che colpisce veramente nel vero e che mi propongo di mandarti, sotto banda, allorché l'avrò finita.
Ti abbraccio intanto di cuore e mi ripeto, facendoti i saluti di tutti e particolarmente di tua madre e di Orazio, che pensa di venire a farti una visita più presto che potrà, [di mano del Fenzi] Bastiano, stava sempre in aspettativa del parto di sua moglie.
LXEX.
Spezia, 22 settembre 1849.
Caro Babbo - Ricevo in questo momento la tua carissima di ieri con l'accluse due lettere. Ti ringrazio tanto della premura che ti sei data di rimettermele subito. In quanto alla cavalla fai precisamente quello che credi più conveniente; so appariglia bene con uno di quelli di David può forse convenir più di servirsene in quel modo e risparmiare cosi di comprare un'altra pariglia per un anno o due.