Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
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1939
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pagina
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333
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Corrispondenza tra Emanuele e Corto Fenzi nel 1849 333
H mio padrone di casa è di professione bottaio, anzi ha la sua bottega precisamente sotto le mie finestre a pian terreno, talché spesso mi rompe il timpano. Egli si chiama Bertagna. Fra i rifugiati toscani che sono qui c'è il Guitera, il Canonico Chelli di Grosseto, l'aw. Bonichi di Siena, Zelindo Boddi di Montepulciano, Ansuini e Colonna di Livorno e due o tre altri dei quali non so il nome.
In quanto alla mesata gradivo sapere da qual mese intendevi cominciare, non altro. Non rimettermi per ora il denaro qua, troverò io probabilmente il mezzo di disporne a Firenze e riscuoterlo qui. In tutti i casi quando ne avrò bisogno ti scriverò. Aspetto con infinito piacere la visita di Orazio; leggerò pure l'operetta di Geofroy con soddisfazione, salvo poi appiccare teco una polemica senza fine sopra la medesima.
P. S. Lo scopo della presente era quello di pregarti a voler spedire 1* inclusa a Bastiano.
LXX.
Spezia, 24 settembre 1849.
Caro Babbo Ho ricevuto ieri l'opuscolo del Geofroy che mi mandasti per la posta. Appena Io avrò letto te ne parlerò facendone soggetto di una lettera-polemica. L oggetto della presente è quello di pregarti volere avere la bontà di rimettere l'acclusa lettera e la somma di a L. 675 al Sig. N. Fabrizi a Bastia. Questa somma egli me la lasciò in deposito quando partì da Venezia, gli avvenimenti posteriori avendogli impedito il ritorno in quella città o di indicarmi il modo di disporne, ho dovuto tenerla finora presso di me. Appena giunto in Genova m'informai del luogo ove si era rifugiato e gli scrissi subito; egli mi ha risposto pregandomi di spedirgli il denaro a Bastia ove si trova presentemente, avvisandomi che un vapore parte da Livorno regolarmente ogni settimana, per Io più il giovedì sera. Ti accludo, per far fronte a queste a L. 675 (e che si possono valutare L. 675 toscane per evitare cambi e resti e pasticci dei quali il mio amico non capisce un acca) franchi seicento che spero e credo che basteranno.
Io sto benissimo; aspetto la visita di Orazio che mi farà molto piacere.
Addio Caro Babbo. Rapporto all'affare della cavalla non vorrei che le espressioni che ti scrivevo nella mia lettera di ieri l'altro ti facessero credere che non m'importa o non mi curi affatto di averla, che anzi mi farebbe molto piacere. Se per altro tu trovi più conveniente di destinarla altrimenti ho più piacere che tu contenti te stesso prima di contentare me. Scusa se ti scrivo queste poche parole in fretta, ma mi ci sono messo tardi e premendomi che Fabrizi abbia il denaro per il vapore di giovedì, onde fargli vedere la mia puntualità, mi rimane appena il tempo per far partire la lettera con la posta di domani mattina.
Nicola Fabrizi, modenese, cospiratore con Ciro Menotti (1831). Profugo a Marnila, fece parte della Giovine Italia. Fallita l'impresa di Savoia nel 1834, si recò in Spagna dove combattè tra i costituzionali. Fondatore, a Malta, della Legione Italiana. Nel 1848 accorso in Italia e partecipò agli avvenimenti in Lombardia, nel Veneto, a Roma. Profugo, di nuovo, ritornò a Malta.
LXXI.
Firenze, 25 settembre 1849,
Caro Carlo Ho ricevuto due tue lettere carissime, 21 e 22 andante, cui rispondo quantunque vi sia di mezzo altra mia lettera che non avevi peruuche ricevuta quando mi scrivesti le suddette.