Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
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1939
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334
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334
Mario Nobili
Tu dici che è difficile che c'intendiamo in politica e, certamente, se tu hai le opij nioni della Concordia* sarà difficile che c'intendiamo. Rammentandomi però che tu non eri mazziniano, ma che professavi dei principi! costituzionali, io ti pregherei a farmi la tua professione di fede, e allora vedrò se ci potremo almeno ravvicinare.
In quanto alle tue mesate* dipenderà da te il fissarne la decorrenza* perchè, se dovessimo andare colla scrittura, tu saresti assolutamente all'asciutto e ci rimarresti un pezzo prima che cominciassero a decorrere. Ciò è dipeso dalla smargiassata di servire gratuitamente a Venezia, mentre io non avrei gradito neppure che prendessi servizio e mentre persone, più ricche di te, servivano facendosi pagare; ma i miei figliuoli, a forza di credersi tanto ricchi, finiranno per essere poveri e lavorare da vecchi, invece di aver lavorato da giovani.
Orazio mi dice di averti scritto e. che aspettava una tua risposta.
Ho dato corso all'acclusami per Bastiano e te ne accludo una per te pervenutami.
Abbiamo ricevuto una lettera della Carolina Fenzi che ci racconta che la sua sorella Sidney, che trovasi a Francfort col suo marito e figlia, ha ricevuto una grazio-sissima lettera dall'Arciduca Giovanni con una treccia dei suoi capelli, di quelli della sua moglie e del giovine conte di Meran, con che ti puoi figurare quanto l'abbia fatta esultare.
Qui si dice che l'imprestato è concluso, ma per ora io ci credo poco.
ha Concordia, giornale d'idee avanzate, fu fondato da Lorenzo Valerio nel 1848.
Carolina Fenzi, nasceva Lady Douglas di Scozia. L'Arciduca Giovanni, nel 1848 era stato eletto dall'Associazione Nazionale Germanica a Francoforte sul Meno, Vicario Imperiale dell'Impero Germanico. Dalla moglie morganatica, Anna Plochel, aveva avuto nel 1839 un figlio, Francesco, che nel 1845 aveva ottenuto il titolo di Conte di Meran.
Il Governo graduale restaurato cercò contrarre un imprestato all'estero, ma trovò grandi difficoltà; finalmente, il 1 novembre 1849, persa ogni speranza, il Granduca autorizzò il Ministero delle Finanze di procurare al R. Tesoro 30 milioni di Iure in anticipazione dei canoni della R. Azienda dei Tabacchi.
LXXIl.
Firenze, 26 settembre 1849.
Caro Carlo Ti scrissi ieri e ti scrivo oggi nuovamente, riscontrando la tua carissima 24 andante, per dirti che ho rimesso al Signor N. Fabrizi, all'indirizzo indicatomi a Bastia, L. 675 con una cambiale pagabile in moneta effettiva d'argento a Milano a brevissima scadenza, e gli ho scritto indicandogli che il mio corrispondente a Bastia è il Sig. Giuseppe Grcgori, presso il quale egli può convertirla in moneta. I due biglietti della Banca di Genova facenti franchi 600, che come saprai perdono dal 3 al 3 sono bastati per pagare la valuta di dette L. 675, ma ti avverto, per un'altra volta, quando mandi tali biglietti, di assicurare la lettera per consegna invece di mandarla sciolta, poiché, se fosse andata smarrita, come qualche volta accade, tu avresti perso il denaro che non è tanto poco per i tempi che corrono.
Ricevo oggi lettera di Bastiano che mi avvisa che sua moglie ha partorito felicemente una bambina e che l'allatta ella stessa. Egli si è messo a studiare la scultura ed ha fatto il busto di sua moglie in gesso, che mi ha spedito per vapore, e che farò vedere a Bartolini quando arriverà per sentire i suoi presagi sopra questo novello artista.