Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <336>
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Mario Nobili
politica che inedito scriverti da dieci o dodici giorni e che rimando tutte le sere alla mattina ventura e tutte le mattine alla veniente sera; finisce che non mi ci metto mai. Stai sicuro però che vena, come, il prima o il poi, non preme allatto. Voglio sperare che non mi rimprovererai questo ritardo.
Oggetto della presente è quello di ringraziarti per la cavalla che mi hai mandata e che arrivò qui sana e salva fino da domenica il giorno. Ho già fatto due belle caval­cate: e sono veramente contento che tu abbia soddisfatto il mio desiderio su questo punto, poiché sono persuaso che influirà molto nel rendermi questa vita della Spezia più piacevole, più attiva ed in conseguenza più sana, perchè io non sto bene che quando faccio molte*moto e mi strapazzo un poco; quando faccio poco moto divento di cattivo umore e non mi sento cosi bene...
LXXV.
Firenze, 12 ottobre 1849.
Caro Carlo In replica della tua carissima 10 andante. Accade a me pure che allor-lorchè ho qualche memoria o qualche lettera importante e lunga da scrivere, la voglia mi venga di ritardarla, ma siccome, fino dalla gioventù, ho studiato sempre la maniera di comandare a me stesso onde la ragione e il giudizio abbiano 1* impero sopra i miei sensi, mi è sempre riuscito di non dilazionare ciò che mi premeva. Spero pertanto che procurando, almeno in questo, d'imitarmi, tu mi scriverai quella lunga lettera politica che mi prometti e che ti richiesi, coll'espressione della tua fede e dei tuoi proponimenti sopra ì quali intendi di basare la tua condotta e la tua vita in questo mondo. Rammen­tati però che a questa tua vita non ha diritto solamente la tua patria, ma hanno diritto anche tuo padre, che ti messe al mondo e che ti fece educare con tanti pensieri e tante spese, e la tua famiglia cui non puoi negare la tua affezione e la tua assistenza. Oltre i doveri di natura, io credo, che anche il dovere di riconoscenza, per averti sempre beneficato, qualche forza debba avere sopra l'animo tuo. Per dartene frattanto una novella prova io aumento il tuo assegnamento...
LXXVI.
Firenze, 20 ottobre 1849.
Caro Carlo Non ho risposto alla tua lettera del 13 corrente perchè aspettavo un'altra lettera da te, più lunga, come mi avevi promesso, ed in replica all'ultima mia di giovedì o venerdì della scorsa settimana. Orazio tornò in buona salute, ma nel giorno successivo fu attaccato dal suo solito incomodo. Ieri poi vennero approvate dal Governo le riforme decretate dall'ultima adunanza generale ed egli è sortito dal Consiglio d'Amministrazione della Leopolda.
È morto il mio fattore Galli ed ora mi trovo in tutti gli imbarazzi del rimpiazzo e del noviziato. Essendo molto occupato finisco coll'abbracciarti. [di mano del Fenzi] Ti accludo due lettere e ieri te ne mandai un'altra sciolta, dopo aver cercato di levare il sigillo della sopracoperta che si era attaccato. Bada a quello che fai. Supponevo che i fatti ti avessero tolte le illusioni 1
Il 13, Carlo Fenzi, in una breve lettera, parlava di interessi privati e della visita del fratello Orario e del suo bambino, ed annunziava che erano partiti la mattina stessa alla volta di Fisa. ' ,