Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <345>
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Corrispondenza tra Emanuele e Carlo Fenzi nel 1849 345
LXXX.
Firenze, 27 novembre 1849.
Caro Carlo - Ho ricevuto con piacere la tua carissima de* 25 corrente ed avevo già inteso da Orazio il tuo felice ritorno costì, ma non mi diede altri dettagli, né mi mostrò la tua lettera.
Il Decreto di amnistia ti fu mandato da me, sotto fascia, nel medesimo momento crrtj comparve e, nei due Monitori successivi, si lessero quindi i nomi delle persone escluse per essere già comprese nei processi che si stanno compilando. E* stato osser­vato che il Busi, dottor Ciampi, Emilio Cipriaui e perfino il Mastacchi di Livorno fanno parte degli amnistiati.
Mi fa piacere il sentire che tu conti di tornar presto a casa, ma avrei amato che tu fossi stato più esplicito sopra tale proposito; cioè che mi dicessi quando possiamo contare di rivederti. Intanto riceverò con piacere quel piano che ti proponi mandarmi sul modo di renderti utile alla tua famiglia ed agli interessi prosaici che sono, disgrazia­tamente, in questo momento, i soli veri, positivi ed effettuabili per chi non ama pascersi di sogni e forse anche nuocere a sé ed ai suoi.
Mi pare che la politica del Govèrno toscano procederà all'unisono di quella del Governo piemontese, perlochè ho una profonda convinzione che non possano essere che dei pescatori di torbidi o dei sognatori o degli illusi quelli che fossero per con­trariarle compromettendo così anche la conquista fatta delle pubbliche franchigie.
Oreste Ciampi di Pistoia, dottore in legge, era stato segretario del Circolo del Popolo di Firenze. Dopo il 12 aprile rimase in Firenze, ma sospettando che lo si volesse, arrestare, esulò. Avvenuta l'amnistia promise di diventare cittadino obbediente ed osservante delle leggi e di volere attendere esclusivamente alla professione legale.
Emilio Cipriaui di Firenze, oculista, ardente repubblicano, nel 1849 fu deputato alla Costituente. Esulò, dopo la restaurazione, in Oriente e vi rimase fino al 1859. Fn poi deputato ed infine senatore del Regno.
LXXXI.
4 Spezia, 28 novembre 1849.
Gazo Babbo - Benché io non abbia ricevuto risposta alcuna alle mie lettere dopoché sono tornato alla Spezia, ti dirigo oggi queste due righe, sperando di potere riscontrare domani una tua lettera. L'oggetto della presente è di pregarti di voler rimettere l'acclusa al Guarducci di banco, al quale mi sono diretto per pregarlo di volermi fare il piacere di recuperare dalla Dogana alcuni oggetti che furono frodati al mio padrone di casa alla Stazione di Livorno.
L'emigrazione è tutta dileguata dalla Spezia. I toscani sono tutti rientrati a casa; Galletti, Rusconi, Muzzaxelli, ecc. sono andati a Genova, cominciando questo luogo a diventare un poco insopportabile per la stagione che corre. Non é rimasto qui che Tonerai e Vecchi e qualche lombardo-veneto.
Il tempo è bellissimo, ma è freddo come non avrei creduto e questa temperatura riesce tanto pia molesta in quanto che non vi sono in tutto il paese né stufe né camminettL
Io sto benissimo, monto a cavallo tutti i giorni, cosa che mi giova assai e mi fa molto piacere. Spero che tutti in casa goderanno di buona salute. Ti prego di rammentarmi alla cara Mamma, a Orazio, a Bastiano e sua moglie, al Niccolini, Grilli, Caraffa, ecc.