Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
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1939
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pagina
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346
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346
Mario Nobili
Galletti, vedi lettera LXYII.
Rusconi, destamente si tratta del conte Carlo di Bologna, storico, letterato. Rappresentò la sua città natale nell'Assemblea costituente* Votò a favóre della Repubblica romana e fu ministro degli esteri. Inviato a Londra per chiedere la mediazione inglese, stava per tornare in patria quando avvenne la caduta di Roma-Si recò a Bruxelles e a Spa, ma nell'agosto ottenne il permesso di risiedere nel Regno Sardo. Nel 1859 fu segretario generale del Consiglio di Stato delle Romagne.
Mazzarella sì ritiene possa essere monsignore Carlo Emanuele, che fu presidente del Consiglio del Ministri a Roma, dopo l'uccisione di Pellegrino Rossi. . *
Tanara, prima forma del cognome Tanari, è, facilmente, il bolognese Sebastiano.
Vecchi, Candido Augusto, colonnello, padre di Jach la Bolina.
Lxxxn.
Firenze, 1 dicembre 1849.
Caro Carlo - Mentre aspetto riscontro alle due lettere che ti ho scritte nei giorni scorsi, accuso la tua carissima 28 caduto, che ne accludeva una per il Guarducci,j che mi dice di averti replicato. Mi è rincresciuto però di sentirne l'oggetto che non dimostra veramente molta prudenza per parte tua.
Ti avviso per tua regola che ci tratteniamo a S. Andrea tuttala settimana entrante e che il giorno 10 o 11 ritorniamo in città. Amerei che tu assistessi al nostro desinare dell'ultima domenica. Bastiano fa un ritratto a Einanuellino che pare voglia riuscire un capo d'opera. Egli anderà ad abitare una villa prossima a S. Stefano in Pane ed alla Stazione di Rifredi, bella casa e ben situata che ho affittato per lui per quattro mesi.
XXXXTTL
Firenze, 2 dicembre 1849.
Caro Carlo Ti confermo la mia di ieri ed accuso la tua carissima del 30 caduto.
Da quanto mi dici rapporto all'Uccelli devo supporre che non esista processo per l'affare del duello e, d'altronde, io non posso nasconderti che, secondo la mia maniera di pensare, mi fa qualche ribrezzo il mettermi a tavola con chi ha lorde ancora le mani del -sangue del suo simile. Questa, probabilmente, non è la filosofia del mondo in generale e specialmente del mondo galante, ma è la mia e quella degli uomini morali e religiosi per cui i solidi principii non sono una vana parola, ma la bussola della loro condotta. Ciononostante io non intendo di farti scomparire e riceverò l'Uccelli a pranzo il giorno di Natale, se ci verrà. Facendo io a modo tuo, fai anche te un poco a modo mio e per il tuo proprio vantaggio; torna a casa nella settimana come ieri ti gerissi, poiché mi figuro che con quella lettera ricevuta da Torino l'affare che avevi colà sia finito.
Nella lettera del 30 novembre, che non si pubblica perchè tratta esclusivamente d'interessi di famiglia, Carlo scriveva al babbo a proposito dell'Uccelli in questi termini: rvcUT ultima tua accludevi una lettera di Uccelli, il quale, io spero, potrà ora tornare in Toscana, anzi in questa fiducia mi sono preso la libertà d'invitarlo a desi-nare per Natale a casa; libertà e invito che spero tu vorrai ratificare a suo tempo.
Per quanto riguarda il duello dell'Uccelli, Ferdinando Martini, nelle Note alle Memorie inedite di Giuseppe Giusti (1545-49), Milano, Trevo, 1890, p. 238, narra che ebbe luogo il 20 novembre 1848 in un podere del banchiere Fensi, in luogo detto gli