Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <347>
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Corrispondenza tra Emanuele e Carlo Fenzi nel 1849 347
Scopeti (podere che faceva parte della fattoria di S. Andrea in Percussina). L'Uccelli si battè alla pistola con nn certo Pietro Cassoli di Modena, per rivalità amorose.11 Cassoli colpito mortalmente al petto, cadde dicendo: bella palla per un tedesco (cosi il Martini).
LXXXIV.
Spezia, 3 dicembre 1849. i.
Caro Babbo - Ho ricevuto ieri la tua carissima del 1 dicembre e questa sera
la susseguente del 2 detto con. 1* incluso mandato sopra Livorno che ho girato al mio
padrone di casa dal quale ne ho subito riscosso l'importare.
Ti ringrazio dell'invito confermato a Uccelli. Ho letto attentamente lo squarcio di morale col quale mi accompagni questo favore, ed ho pensato che, dovendosi allon­tanare da tutti quelli che non reggessero alla critica della più. austera morale, bisogne­rebbe viversene soli e qualche volta anche non basterebbe. Quello che può essere pec­cato, in faccia alla religione, non lo è sempre in faccia al mondo, che giudica con ima specie di mortile sua propria, consentita dall'uso di diversi paesi e che si chiama onore.
Sono rimasto molto sorpreso quando ho letto nella tua lettera di ieri l'altro, che essendoti informato dell'affare per il quale scrissi al Guarducci* ti era rincresciuto di sentirne l'oggetto che non dimostra molta prudenza da parte mia. Tu hai forse cre­duto che io volessi fare il contrabbando e che urne fossero frodati gli oggetti in que­stione; ma questo non è il fatto, gli oggetti che pregavo il Guarducci di recuperare, possibilmente, erano stati frodati al mio padrone di casa, quando ultimamente fece una gita a Livorno. Al suo ritorno pregò me perchè m'interessassi in suo favore, cre­dendo che più d'ogni altro potessi giovargli. H fatto essendo cosi non credo che tu persisterai nella tua censura.
La lettera che ricevei da Torino ed un'altra che ho ricevuto direttamente da Genova, hanno .effettivamente rapporto ai due affari per i quali avrei dovuto andare in queste due città. Benché non siano terminati, spero potermi esimere dall'andare si nell'urio che nell'altro di Questi due posti, però bisogna che aspetti ancora qualche giorno prima di esserne certo ed in conseguenza non sarà possibile che io sia a casa durante la settimana come tu desideri. Tante cose a tutti di casa ed a tutti i fedeli villeggianti.
LXXXV.
Spezia, 4 dicembre 1849.
Caro Babbo - Inerendo a quanto ti scrissi la scorsa settimana, la presente ha per scopo quello di esternarti il mio progetto intorno al modo di utilizzarmi, come tn desideri, per il bene della famiglia, almeno per quel tanto che la mia capacità può permettere.
Tolti i miei sogni, come tu gli chiami, e che io sono pronto ad anteporre a qua­lunque altra cosa, non ho altra passione che quella di vedere felice e prospera la nostra famiglia e per questa sono pronto a rinunziare a qualunque tendenza che l'animo mio potesse avere, come te lo prova infatti il tornare ora a vivere in Toscana dove, se non fosse per la famiglia, non avrei per gran tempo rimesso il piede. Io so per altro fino a qua! punto è possibile di rinunziare alle proprie tendenze, al proprio carattere e mi sarebbe perciò impossibile, te lo dichiaro oggi come per il passato, di ventre a fare il commesso di banco, come mi hai varie volte espresso il desiderio, senza prendere in considerazione, né il mio carattere, né la mia educazione, insomma né il passato.