Rassegna storica del Risorgimento

FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno <1939>   pagina <348>
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Mano Nobili
né il presente, né l'avvenire della mia vita. L'amministrazione delle. Ferriere sarebbe stato, alla fine della passata società, un buon affare per mettermi alla testa, ma tu preferisti un altro, che attualmente ti serve bene e che non vi sarebbe ragione di rimuo­vere. I parecchi mesi che ho speso occupandomi di quell'affare con tua piena soddisfa­zione, come le tue lettere, che bo conservate, affermano, nulla valsero ed io tornai a casa dove ebbi il contento di sentire ogni giorno l'antifona che non avevo voglia di far nulla ecc.. Restano adesso i beni di campagna, ai quali sarebbe mio desiderio di attendere. Tu non te ne sei mai occupato ed in conseguenza non vi sarebbe il pericolo di levarti alcuna delle tue solite attribuzioni ed occupazioni. Seco esplicitamente quello che io domando: La libera amministrazione dei beni di campagna, da conce­dersi per mezzo di un mandato, revocabile a tua volontà, congiuntamente a Orazio e a me. Noi due ci troveremo certamente d'accordo, ed egli ba dato delle prove di capacità in fatto di amministrazione, che presentano tutte le possibili garanzie ebe gì interessi non sarebbero malmenati. Io stabilirei la mia dimora a S. Andrea, venendo in città ogni qualvolta mi occorresse. Per tutti i dettagli e la sistemazione definitiva di questa mia domanda mi rimetto intieramente a quello che verreste a stabilire fra te e Orazio, al quale ti prego partecipare questa mia lettera. Quando tutto sarà sistemato io tornerò subito a casa ed al primo dell'anno anderei al mio posto. Non so quanto tu gusterai questo mio progetto, ma dopo avere bene pensato a tutto, è l'unico nel quale posso sperare di rendermi utile in qualche modo.
LXXXVI.
Firenze, 7 dicembre 1849,
Caro Carlo Ho ricevuto le tue carissime 3 e 4 andante...
In quanto alla questione del dovere morale e religioso e dell'onore, se si ammette che religione e morale sieno sogni, non vi è dubbio che il ragionamento degli uomini di mondo stia ritto, ma se si ammette che religione e morale sono realtà, ne viene per conseguenza che quei doveri sono superiori a tutti gli altri perchè riguardano l'infinito e l'eterno e non i passeggeri pregiudizi del nostro brevissimo pellegrinaggio. Il mòdo poi di conciliare tutto è quello di vivere a sé, tenere una condotta savia e trattare solamente con persone oneste e dabbene. Io ho cosi fatto, ed in 65 anni non mi sono mai trovato nel bivio fatale.
In quanto al progetto che mi fai sulla tua posizione, tornando a casa, desidero che tu ti penetri dell'idea che io non posso più pensare a metterti in uno stato che non sarebbe ormai più confacente colla tua età e con i tuoi precedenti, ma che nello stesso tempo non mi piacerebbe di vivere divisi né perdere quella unità d azione che tanto negli Stati, che nelle famiglie ne forma la forza e l'ordine. Credo anche che i tuoi talenti ti rendano capace di fare qualche cosa di più di quello che proponi, ma al tuo ritorno vedremo di tutto conciliare. Finisco in fretta perché la posta sta per partire.
LXXVH.
Spezia, 11 dicembre 1849.
Caro Babbo - Ho ricevuto a suo tempo la tua lotterà del 7 corrente...
Sono a pregarti di mandarmi il mio assegnamento del mese corrente onde pareg­giare tutta i miei conti qua e far fronte alle spese di viaggio, che intraprenderò al principio della settimana ventura.