Rassegna storica del Risorgimento
FENZI CARLO ; FENZI EMANUELE
anno
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1939
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pagina
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350
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350 m Mario Nobili
di aderire al progetto che ti ho presentato vedremo chi ha ragione; gli avvenimenti lo mostreranno. Solo è da osservarsi che più. che si va avanti nella vita, più cari si pagano gli errori. Pensa su quanto ti dico e consenti al mio progetto che sarà meglio per tutti.
LXXXVIH.
Firenze, 13 dicembre 1849.
Caro Carlo In replica alla carissima 11 andante...
Giacché vuoi andare a stare a S. Andrea, invece di stare alla Spezia, io non ci ho difficoltà; risparmierai la pigione, ma naturalmente ti nutrirai a tue spese poiché ivi non vi è casa amministrativa e tutti gli impiegati colà hanno un assegno di grano, olio e vino per il loro mantenimento, cosicché io non posso darti che il puro alloggio. Intendo anche che tu non faccia colà ritrovati, poiché non voglio, nella mia villa, che persone invitate da me e non da altri. Se queste condizioni ti convengono accettale, altrimenti vai a vivere ove tu vuoi, giacché vedo che non posso fare di te nulla di utile per la famiglia e di questa utilità sono in grado certamente di essere migliore giudice io di chiunque altro. Stando in campagna potrai imparare l'agricoltura, scienza che ancora tu non conosci, ed allorché l'avrai imparata e dato saggio di cognizioni e di esperienza, potrai allora, ma allora soltanto, essere utile, anche per quel verso, a te e ai tuoi. Ritieni però che con case e poderi non si vive nel modo che vivo io, e che senza l'industria bisognerà che viviate tutti meschinamente, ed allora, ma tardi, conoscerete quanto torto aveste a disubbidire e mostrarvi ingrati verso la per sona cui dovete l'esistenza, tutto quello che avete e tutto quello che siete. Sinora ho temuto che fossero solamente guaste le teste, ma ora comincio a temere che vi sia pervertimento anche nei cuori. Veramente io mi lusingavo che 50 anni di fatiche) tutti spesi a vantaggio della mia famiglia e specialmente dei miei figli, mi dovessero procurare la loro stima, la loro affezione e la loro cieca obbedienza e che, giunto alla vecchiaia, avrei la consolazione di vedere ciascuno di loro appigliarsi a uno dei grandi stabilimenti da me formati a intero loro vantaggio, giacché lo stesso loro interesse lo consigliava. Mi sono ingannato e mi tocca a trascinarmi ancora nella fatica per man* tenere almeno l'onore a quelli stabilimenti che dopo la mia morte poi andranno come Dio vorrà. Ci vuol pazienza e non mi resta che la triste consolazione di avere ancora pochi anni da vivere.
[di mano del Fenzi] Riapro la presente per accludertene una per te che mi manda la Signora Angelica Aldobrandino unitamente a un involtino che sembra contenere una borsa, la quale ti serbo per dartela al tuo ritorno.
LXXXIX.
Spezia, 15 dicembre 1849.
Caro Babbo - Sono stato dolorosamente sorpreso dalla tua lettera del 13 andante alla quale non ho voluto rispondere posta corrente per lasciare passare un poco la prima impressione. Sono persuaso che ripensandoci meglio ti dispiacerà e ti pentirai di trattarmi in questo modo e di usare a mio riguardo delle espressioni che non merito per alcun conto. Basta, io non ti dico altro perchè spero che da te stesso ti avvedrai quanto è falso il giudizio che hai portato su di me.
Ho promesso di tornare e manterrò la parola; inquanto a quello che farò ed al luogo dove anderò vi sarà tempo di parlarne al mio ritorno che avrà luogo fra pochi giorni* oggi o domani a otto.