Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; ROMA ; MUSEI
anno
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1939
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pagina
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352
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352 Emilia Morelli
Da Parigi, Vincenzo Gioberti Giuseppe C. Beraudo di Pralormo, Giacinto Provana di Collegno, Stefano Gallina. Da Madrid e poi da Bruxelles, il conte di Montalto. Da Berlino, Alberto Rìcci; da Vienna Adriano Tliaon di Revel; da Monaco e da Dresda ancora il Bertone (1849-50). La corrispondenza da Milano era sbrigata da Giuseppe Dabor-mida nel 1849 e poi dal conte di Pralormo, mentre nello stesso periodo da Genova scriveva Pietro Beretta.
Gli amici che l'Azeglio si era conquistati sia in Piemonte, sia in Italia ed all'estero, continuarono a mantenersi in stretto contatto con lui. Così Barione Petitti (28 lettere). Luigi F. Menabrea (11 lettere), Enrico Cialdini (6 lettere), Giovanni Durando (16 lettere), Luigi (librario (3 lettere e appunti dell'Azeglio sul trasporto della salma di Carlo Alberto), Filippo Gualterio (16 lettere), Carlo di Persano lì (31 lettere), Pasquale S. Mancini, Vincenzo Salvagnoli, Vincenzo Ricasoli, Lorenzo Valerio, Alessandro La Marmerà e continueranno per tutta la vita come Michelangelo Castelli, Leopoldo Galeotti,2} Giovan Battista Giorgini3' (del anale abbiamo anche un memoriale del 1849 sulle condizioni del Piemonte), Marco Minghetti, Diomede Pantaloni, 4* Giuseppe Torelli 51 e, fra gli stranieri, Gustave Reiset, Eugenio Rendu,fi) Louis Geoffroy, Lord Minto, Ralph e Mary Abercromby. Forse meraviglierà un poco il trovare anche nomi come quelli di Cristina Trivulzio Belgiojoso, Leonetto Ci pria ni, Vincenzo Malenchini, Antonio Montanari, Gaspare Rosales, Ruggero Settimo, Angelo Brofferio, Pietro Sterbini.
Le carte ufficiali sono anch'esse copiose e inedite. Sessantasette ordini del giorno ael Consiglio dei Ministri e i proclami e discorsi del Re, autografi dell'Azeglio; documenti sul trattato di pace coli'Austria del 1849, su quello commerciale colla Francia del 1850 e sui rapporti con Roma e con Londra; una relazione a Vittorio Emanuele II sulla situazione di Genova; due note diplomatiche circolari, una sull'immigrazione in Svizzera (1850) e un'altra sull' incorporamento delle provincie Lombardo-Venete alla Confederazione germanica. Vi è poi una lettera ufficiale di Lord Pahnerston, nella quale accusa ricevuta dei ringraziamenti inviati dal Governo sardo a Londra per l'atteggiamento dell' Inghilterra durante le trattative di pace coli*Austria, e due missive di Vincenzo Ramirez da Napoli.
Date le dimissioni dal Ministero, l'Azeglio si ritira dalla vita politica attiva per non riapparirvi che brevemente nei momenti difficili. Il 1852 segna l'inizio della sua cordiale corrispondenza con Camillo Cavour. Dei suoi discorsi al Parlamento ci restano gli autografi di quelli per la guerra di Crimea, per le R. Gallerie e per la Convenzione di settembre. Poi vari opuscoli politici (alcuni inediti): Sur tout ce qui se passe en Europe au paini de vue des intSrèts italiens', Sur les moyens propres à préparer la recons-litution deVItalie', La polilique et le droit chrétien aupoini de vue de la Question Italiennsi
1) Vedi Lettere di M. D'Azeglio a Carlo di Persano, Torino, Candelotti, 1878.
2) Vedi M. DE RCBBIS, Carteggio politico fra M. D'Azeglio e Leopoldo Galeotti dal 1849 al 1860, Torino, S.T.E.N., 1928.
3) Vedi M. POCGIONI, Cinquantaseite lettere di M. D'Azeglio a G, B. Giorgini, Firenze, Vallecchi, 1935.
*) Vedi G. FALDELLA, Carteggio inedito M, D'Azeglio-Diomede Pantaleoni, Torino,
Rome, 1888.
s) Vedi C. PAOLI, Lettere di M. D'Azeglio a G. Torelli, Milano, Carrara, 1870* o) Vedi G. RENDU, L'Italie de 1847 à 1865: Correspondance politique de
M. D'Azeglio, Parigi, Didier, 1867.