Rassegna storica del Risorgimento
1831
anno
<
1939
>
pagina
<
357
>
La polemica fra i patrioti del 1831 357
La mancanza dei mezzi d'imbarca e la mia salute rovinata da tante vicende, e da così mostruosa ingratitudine, mi hanno lungamente trattenuta a Corfu ed a Malta. Avrei trovato un soggiorno di tranquillità in quelle remote contrade ma non ho esitato a rinunciarvi per venire in Francia a difendere la mia reputazione vilmente attaccata. Che i miei accusatori argomentino la sicurezza della mia coscienza dalla franchezza con cui vengo a gettarmi in mezzo di essi.
Vi replico ricordatevi che mi conoscete intimamente da venti anni come ut conosco voi. Non è permesso di cambiar maniera di pensare in pochi giorni e senza buone ragioni. TI pubblico ci renderà a tutti quella giustizia che meritiamo, ed io temo così poco questo giudizio che mi dispongo a sfidarlo Colin maggiore solennità. Dopo alcuni giorni di riposa prenderò la via di Parigi. Colà ci vedremo e colà mi farete conoscere se lo possa ancora dirmi
Vito aff.o amico Il Colonnello Armandi.
Stimo infinitamente il bravo sig. Borgia, ed anelo di conoscerlo di persona. Vorrei che la patria nostra avesse molti cittadini simili a lui. Fatemi il piacere di salutarlo a mio nome.
A tergo
a Monsieur
M.r le CheviLr Sercognani General de Brigade
Bue S.te Anne N. 61
Motel Ckoiseul à Paris.
Non faremo molte considerazioni intorno a questo documento. L'Armandi sa in qual conto lo tengono i rivoluzionari esuli: ma vorrebbe evitare la polemica, e vorrebbe anzi trovare fraternità accanto ad essi nel suolo di Francia. Il motivo che egli adduce, quello cioè di non offrire triste spettacolo di rivalità allo straniero, è un nobile motivo che non esclude però altro motivo più strettamente personale, quale è quello appunto di sottrarsi al processo della pubblica opinione.
Due punti della lettera vanno rilevati: quella in cui l'Armandi esprime la propria stima al Borgia, e l'altro in cui fa appello alla vecchia amicizia col Sercognani. E. notevole che né il Sercognani, né il Borgia si lascino commuovere.
Notiamo anche l'espediente puramente polemico di cui si serve l'Armandi : quello cioè di minacciare i cosidetti sicofanti e di sfidarli con la maggiore solennità . Ma non erano già il Sercognani e il Borgia fra i principali accusatori ?
Finalmente non manca un'allusione alla tranquillità con cui avrebbe potuto starsene e Malta e a Corfu; il che non risponde a verità, perchè proprio in quelle contrade l'ex ministro aveva ricevuto gravi insulti dai patrioti esuli.
Pertanto ci sembra risultare ancora una volta che l'Armandi non aveva coscienza dei gravi danni che la sua inazione e la sua freddezza e scetticismo avevano causato alla rivoluzione; che la Protesta di Terni del 24 marzo e altra consimile documentazione clie gli era giunta dal Sercognani e da altri veniva da lui considerata non quale