Rassegna storica del Risorgimento
1831
anno
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1939
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pagina
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358
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358
Piero Zama
era, e cioè non come veri atti di accusa, ma come carte burocratiche; che quindi egli non si rendeva conto dello stato d'animo dei rivoluzionari veri e di nomini quali appunto il Sercognaui, il Pasotti, il Borgia ed altri.
L'Armandi è insomma il tipico rappresentante di un governo che di rivoluzionario non ha che una scialba vernice. Chi fa la storia della rivoluzione del 1831, deve oramai persuadersi che gli uomini d'azione rivoluzionaria di quell'anno devono essere meglio compresi, che le loro gesta debbono essere più equamente valutate* che fra quelle gesta eccelle la spedizione del Sercognani verso Roma; che, insomma, la rivoluzione del 1831 non consiste nell'episodio iniziale, per quanto glorioso, di Modena, e tanto meno nelle logorante e talvolta ingombrante produzione verbalistica dell'Assemblea e del Governo di Bologna.
La polemica fra i patrioti del 1831, intesa nel suo spirito e liberata da ogni passionalità, conduce appunto a precisare in che cosa sia consistita la rivoluzione nel senso preciso del termine, e come e per parte di chi, in quel senso si sia concretata.
Pertanto la polemica che ha per contradditori, da una parte il Sercognani generale della Vanguardia e gli uomini d'azione, e dall'altra parte il generale Armandi (che nella lettera su riportata si firma colonnello , ossia che rimane nel grado napoleonico, e abolisce il grado che la rivoluzione gli aveva dato), costituisce una documentazione di altissimo valore per l'interpretazione di una delle più espressive e più tipiche vicende italiane del secolo scorso: vicenda che è affermazione nettissima, per parte degli uomini della Vanguardia, dell'idea unitaria con Roma capitale. Uno dei principali esponenti di quella polemica, e cioè il Sercognani, è, di conseguenza, uno dei primissimi protagonisti degli avvenimenti più rivoluzionari, anzi essenzialmente rivoluzionari. E poco importa se l'azione falli.
Tuttavia si leggono ancora i libri scolastici degli istituti medi superiori, che trattano del 1831 senza nemmeno fare il nome del Sercognani, il quale non ha miglior fortuna anche in molti libri che non sono testi di scuola.
PIERO ZAMA
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