Rassegna storica del Risorgimento
MANTOVA ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno
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1939
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pagina
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362
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362 Ugo Mondello
simpatia per il professore toscano, troppi elementi concordano por accettare come vere le voci raccolte negli ambienti aristocratici mantovani.
L'amicizia tra il Montanelli e la Laura Parrà, alla quale è diretto tutto il suo pensiero, come si rileva dal contenuto dell*Epistolario delia primavera del 1848, era un'amicizia salda da non potersi cosi facilmente dimenticare e distruggere d'un tratto, sia pure per una nuova subitanea passione amorosa.
Nel periodo a cui si riferisce l'episodio accennatoci dalla Puj o-Turchctti, le relazioni con la Parrà si erano ancor più rafforzate, perchè, oltre la reciproca simpatia, la Parrà e il Montanelli erano legati da un'altra intensa passione, quella derivante dalla comunanza della fede politica, dall'aspirazione, cioè, di dare entrambi, sia pur col sacrificio della vita, tutta la loro azione per liberare l'Italia dalla servitù straniera e farne, con l'Unità nazionale, un tutto etnicamente armonico.
La Parrà era, e proprio in quei giorni, la consigliera, la confidente del Montanelli, e per Lui correva in lungo e in largo il settentrione della Penisola per incontrarsi* ora col Mazzini, ora con gli altri esponenti del movimento unitario, e per servire di collegamento e di paciera fra i grappi patriottici che si discostavano fra loro, non per il fine, ma sui mezzi e sulla forma del futuro assetto politico della nascente Unità nazionale. *)
Montanelli era troppo sincero verso la Parrà, alla quale, giorno per giorno, affidava i suoi dolori e le sue speranze, dandole notizie minutissime, anche su insignificantissimi episodi occorsigli nella sua vita randagia, mentre con lei teneva carteggio per scarnino di vedute. Come poteva dunque, per una deviazione, sia pur platonica, sostituirla con altra donna?
E più probabile che la passione e la lusinga di essere corrisposte in simpatie amorose sia stato un desiderio, anziché del Montanelli, delle due mantovane, che ignoravano i duplici legami che lo univano alla Parrà, oppure, che la diceria sia sorta per l'intimità, ormai palese, che, per altri firn, legava il Montanelli alla famiglia Honoris, intimità su cui le ciarle femminili avevano ordito un romanzetto d'amore,
È certo, però, che la diceria mantovana non solo non ebbe l'epilogo annunciato dall'Anna Pujo-Turchetti, ma dell'episodio non se ne ha notizia da altre fonti e non se ne trova traccia, né nei ricordi, né nel carteggio montanelliano. 2)
1) La Laura Parra-Cipriani, nobile pisana, che fu poi moglie del Montanelli, colta e intelligente, fu un'animatrice del movimento toscano, che non limitò soltanto all'azione, ma all'ospitalità che nella sua villa di San Prospero, presso Pisa, dava ai profughi delle diverse regioni d'Italia: i Poerio, i Settembrini, i La Farina, i Troja, i D'Azeglio* ecc. Confidente del Mazzini, in corrispondenza col Balbo, in amicizia col Guerrazzi* col Capponi, col Centofanti* collaboratrice indefessa del Montanelli! che più tardi segui nell'esilio, tenne in vita, nella primavera del 1848, il giornale L'Italia, fondato dal Montanelli nell'anno precedente. Nello stesso anno 1848, la troviamo, per missioni politiche* ora a Milano, ora a Brescia, ora in altre città d'Italia settentrionale, per incontrarsi sovente col Mazzini. Madre di Pietro Parrà, morto nello scontro di Curtatone, vide nelle file dei combattenti toscani Poltro suo figlio Antonio ed il genero conte Paolo Fantoni. (Gfr. U, MONDELLO: Sulle Ammiratrici di Carlo Troja, in Rassegna storica del Risorgimento, anno XVIII, fase II-III, 1931).
2) Quantunque buona parte del carteggio Montanelli e dei suoi manoscritti sia andata dispersa dopo la morto della Parrà, in quella rimastaci, non abbiamo