Rassegna storica del Risorgimento
ROSALES, ORDO?O GASPARE DE
anno
<
1939
>
pagina
<
364
>
364
Franco Arese
LA LIBERAZIONE DI GASPARE ROSALES DAL CARCERE FIORENTINO NEL 1849
Queste quattro lettere inedite esistenti nell'archivio dei conti Arcse di Milano fra le carte di Francesco Arese spiegano uno strano episodio della vita del marchese Gaspare Odono de Rosales, che pure nell'interessante studio, uscito pochi mesi fa, di Alessandro Cuiolo sul Rosales stesso restava oscuro. *)
Nella seconda metà di novembre del 1848 Gaspare Rosales veniva incarcerato a Firenze, dove era riparato dopo l'infausta campagna di guerra cui aveva preso parte, sotto l'accusa di' aver partecipato, come testimonio, al duello fra il dottor Fabio Uccelli e Pietro Cassoli, duello che costava la vita a quest'ultimo. Mentre nulla veniva fatto per la sua liberazione, egli veniva a sapere della missione che il suo amico Francesco Àrese iniziava il 25 dicembre 1848 a Parigi, quale Inviato straordinario di Carlo Alberto, per complimentare il nuovo Presidente della Repubblica Francese, il Principe Luigi Napoleone Bonaparte.
Il Rosales capi subito che una raccomandazione di Francesco Arese per il Presi* dente, che già gli era stato amico dai giorni del Comune esilio in Isvizzera, era l'unica possibilità di una almeno più rapida liberazione; e cosi alle sue congratulazioni per il neo Presidente egli univa la preghiera all'Arese di fare qualcosa per lui'.
Francesco Arese informò subito delle disavventure dell'esule lombardo l'amico Presidente della Repubblica; e Luigi Napoleone, che non aveva dimenticato la promessa d'amicizia data un giorno in Isvizzera allo sfortunato amico Rosales, allorché questi gli aveva segnalato un traditore,2) si affrettò a mantenerla.
Attraverso il Ministro degli Esteri Drouon de Lhuys fece dare al Ministro di Francia a Firenze, Adricn Benoit Ghampy, l'istruzione di fare una inchiesta sulla situazione del Rosales.
a II Rosales riconobbe nella visita fattagli da un inviato del Ministro di Francia l'interesse che il compatriota e l'amico Presidente portavano per lui, e si affrettò a ringraziare non dimenticando anche questa volta di incoraggiare Francesco Arese nella sua missione diplomatica per la salvezza dell'amata patria.
Pochi giorni dopo, il 1 febbraio, egli veniva finalmente rilasciato e Benoit Campy sollecitamente comunicava al Ministro degli Esteri francese l'avvenuta liberazione, non senza dimenticare di fare osservare la parte attiva che egli aveva preso in questa azione che stava cosi a cuore al Presidente Bonaparte.
Cosi dunque, grazie alle insistenze dei suoi due amici, Gaspare Rosales veniva
finalmente liberato, in tempo per poter entrare u far parte, quale capitano, delle
file del Battaglione italiano del Governo provvisorio toscano, e continuare ancora
a servire i suoi ideali patriottici.
FRANCO ARESE
LETTERA I. Carissimo amico, Firenze, 24 ottobre 1848.
Sento che tu sei partito da Genova per Torino, da dove procederai fino a Parigi, colla missione di complimentare il Principe Luigi pel suo avvenimento alla Presidenza.
*) A. CUTOLO, Gaspare Rosales: Vita romantica di un mazziniano, Milano, Hoepli, 1938.
2) A. COTOLO, Op. cit., p. 132.