Rassegna storica del Risorgimento
ROSALES, ORDO?O GASPARE DE
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1939
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Libri a periodici
questione della legittimitft di questa occupazione, ancor nel 1896 contestata da uno Biotico francese; ma dal suo lavoro risulta chiaramente clic, anche ove non si voglia dare soverchio valore alle concessioni reali del 1709 e del 1711 rintracciate nel 1729 dal marchese di Cortanze, l'occupazione del 1766 era di res nullius e quindi giuridicamente ineccepibile.
N. NICOLINI, Ettoro Carafa eonte di Ruvo prima del 1799. - Notissima 6 Fattività svolta da Ettore Carafa nel 1799, cioè nell'anno stesso della sua morte* ma su quella degli anni precedenti la sua prigionia in Sant'Elmo non era ancora possibile formarsi un giudizio sicuro. L'A., che si è particolarmente dedicato allo studio di questo bellissimo periodo della storia napoletana, in seguito ad accurato e intelligente esame dei due volumi del Notamente dell'inquisizione di' Stato del 17951798 (prima ci ai serviva solo di quello del 1794) riesce a stabilire la vera portata dell'attività del giovane patrizio napoletano, alquanto esagerata dagli storici nel periodo, diremo cosi autografico (absit iniuria verbo) della storiografia del Risorgimento. Dallo studio del Nicolini risulta che il Carafa la cui grandezza tutti ammiriamo è stato formato sopra tutto dai duri anni di carcere, nei quali mostrò una fortezza d'animo ben superiore a quella dei suoi coimputati. L'attività anteriore al 1795 appare alquanto ingenua e dilettantesca, nori diversa da quella che era di moda fra molti altri giovani dell'aristocrazia napoletana: ma non è certo senza significato nemmeno la diffusione di questa innocente moda giacobinizzante in quegli ambienti e a quell'epoca.
N. ROSSELLI, Nuovi documenti inglesi su Carlo Alberto. L'A. ha compiuto un accurato spoglio dei carteggi della Legazione inglese a Torino nel 1821 e 1822, conservati nel Public Record Office o Archivio di Stato del Governo inglese, la cui importanza era già stata posta in luce dal Rodolico nel primo volume della sua fondamentale opera su Carlo Alberto. Lo spoglio, a quanto sembra, è stato condotto con una certa preoccupazione di rilevare quanto potesse essere sfuggito al medesimo Rodolico, rivedendone alcuni giudizi, e con lo scopo di mettere in luce da una parte l'atteggia* mento del Governo inglese di fronte agli avveramenti piemontesi di quell'epoca e dall'altra l'opinione dei due diplomatici Percy ed Hill che si successero nella Legazione* Spoglio diligente e intelligente senza alcun dubbio, che se raggiunge i due ultimi scopi, non sempre riesce nel primo, che, infatti, gran parte dei dispacci omessi o dei brani tralasciati dal Rodolico compreso quello di Hill del 15 loglio 1821, in cui viene riferito il colloquio col conte Des Gencys non hanno importanza se di dettaglio.
GIORGIO CENCETTI
ETTORE ROTA, Il problema italiano dal 1700 al 1815 (Videa unitaria); Milano, Istituto per gli Studi di Politica internazionale, 1938, pp. 258. L. 12.
Il perpetuarsi nei secoli del nome d'Italia dimostra che l'idea connessa con quel nome non scompare mai totalmente. Attraverso le varie vicende della storia della penisola è pero sempre diverso il valore che si dà a quel nome; fermo restai! concetto dell'unità, sia in senso letterario, sia in senso politico, ma la funzione dell'Italia varia insieme con le grandi concezioni politiche. Ora è parte integrante dell'impero romano germanico, ora ne è quasi un'appendice; per alcuni grandi spiriti, illuminata dai raggi che emanano da Roma, diviene la base spirituale dell'impero. L'idea dell'Italia, ora vicina e quasi fusa con l'idea di Roma, ora distinta e lontana, rientra nel campo delle realtà politiche quando l'impero è in piena decadenza: le lotte per l'equilibrio fra gli Stati della Penisola sembrano relegare l'idea d'Italia nel mondo delle utopie, ma è proprio allora che 1* idea italiana assume contorni definiti, passando dalla concezione