Rassegna storica del Risorgimento
ROSALES, ORDO?O GASPARE DE
anno
<
1939
>
pagina
<
374
>
374 Libri e periodici
sostanza che il Re era stato ricondotto a Napoli dagli stranieri, perchè i suoi buoni e fedeli sudditi non si erano affatto mossi contro l'orda frenetica.
Tipo del tutto diverso è Alvaro Ruffo, ambasciatore a Vienna: fedele quanto il Canosa, non ha nessun desiderio di passare alla storia come martire: agli insistenti inviti del Re a raggiungerlo in Napoli per consigliarlo e guidarlo, risponde con belle proteste di devozione, buoni consigli, fervorini politici... ma non lascia Vienna, perchè sa di non poter fare buona figura a Napoli; facile è predicare da lontano, ma come andrebbero le cose se egli stesso assumesse la direzione degli affari? Alla fine cede, ma coglie la prima occasione per lasciare Ferdinando fra le difficoltà. Caratteristico il senso di piena soddisfazione con cui il Ruffo trasmette al suo Re (S luglio 1821) una lettera di osservazioni e rimbrotti di Mettcrnich (lettera che del resto è molto interessante perchè concerne la giustizia in materia politica).
Al Ruffo Ferdinando si confida fraternamente (10 luglio 1821):Per quanto riguarda al Governo io dico il vero che mi vedo avvilito ben conoscendo che tutti quelli che mi circondano sono confusi, né affatto capaci a sostenermi. Or ch'è partito Catò per Palermo quattro sono i consiglieri che mi sono rimasti, perchè non li cambiate? Ma dove trovarli capaci, rispondo. Dove sono gli nomini nei quali concorrono le qualità necessarie per governare in questi tempi difficili? Per rimpiazzare Cubò e per far l'altro pel compimento di sei, io non so dove battere la testa. Se ve n'è qualcuno, son di coloro che servirono Mura L ed altri in tempo della Costituzione .
Mentre il Re si dispera, il Ruffo non si stanca di chiamare l'attenzione di S. M. (p. 6?) su questo o quel punto secondo le osservazioni del Governo austriaco; e ai consola facilmente dei guai del Re (28 agosto 1821): In ogni caso avverso io avrò l'immenso dolore di veder rovinati gli affari di V. M., ma non avrò a farmi il rimprovero d'essere stato in silenzio reo, incompatibile per altro co* miei sentimenti immutabili e col mio costante zelo. Potrò dire a me stesso ed al mondo tutto a' piedi di V. M. in tempo e con franchezza; ho rappresentato, ho insistito, e se la mia voce non ha ottenuto l'effetto che hanno in mira le mie premure, non peserà sulla mia coscienza la colpa d'omissione. Heu, vox clamantìs in deserto...
Certo la posizione del Ruffo a Vienna stessa non era molto tacile ed erano giustificate le sue proteste del 15 settembre 1821 : È indubitato che i miei adopramenti qui sono resi inefficaci e nulli dalle facilità e dalle condiscendenze che costantemente si sperimentano in Napoli. Se questa è la vero intenzione di V. M. mi resta inesplicabile perchè gli ordini e le istruzioni, ch'io ricevo, sono diversi. Nell'atto ch'io parlo ed insisto qui nel senso di quegli ordini e di quelle istruzioni, si parla e si agisce in Napoli in un senso del tutto differente. Ma in cambio egli trasmetteva fedelmente gli ordini del Mettermeli, ad esempio quando questi vietava che il Ludolf fosse mandato ministro a Pietroburgo (18 ottobre 1821).
Quando il Re gli ordina di partire, il Ruffo corre a prendere rimbeccata dn Mettermeli (18 ottobre 1821): Quel ch'io sto per sottometterle non è solamente mia opinione; anche l'Imperatore me 1* ha spontaneamente ed energicamente manifestata e Mettcrnich me ne ha parlato fin dal primo momento con egual forza e persuasione. Di tutti i sistemi che si possono immaginare per far andar bene il Governo, quello d'aver V. M. al suo fianco un uomo, che possiede in vero tutta la sua fiducia, ma che non ha l'ingerenza attiva ed estesa negli affari, è non solo il piò inefficace, ma è il più nocivo. Un tal uomo non potrà far altro se non che dar parere, consigliare; ed anche i suoi pareri, i suoi consigli saran sempre necessariamente limitati, incompleti e timidi perchè non avrà le nozioni intere e pratiche per mancanza di ingerenza autorizzata, e perchè pur troppo avviene che la gelosia ed altre passioni insite nel cuor degli uomini gliene rendano difficile e forse impossibile l'acquisto. Eccetera.
E Ruffo resisterà ancora a lungo, benché il Re gli scriva lettetene patetiche (cfr. p. 114), rimettendosi invece al Re quando si tratta di affari delicati (24 febbraio 1822): Signore io sommerto il tutto a V. M. colla più scrupolosa esattezza,