Rassegna storica del Risorgimento

anno <1939>   pagina <402>
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Antonio Lucarelli
tristi eventi; il prossimo conflitto fra l'Inghilterra e la Francia per la controversia maltese e l'imminente rioccupazione delle provincie di Puglia. U solo termometro scrive Gallo deve essere quello detta guerra. Sei'Inghilterra crede di tener Malta senza battersi, s'inganna: è segno che non conosce questo piccolo ometto con cui ha da fare. Anzi che lasciare Malta nelle mani de' suoi implacabili nemici, egli affron­terà mille volte la guerra; e questa non indugerà ad esplodere, che quando fattività esterna del Primo Console si scalda e fermenta, le cose vanno con una rapidità incalcolabile. *)
Più precisi ragguagli trasmetteva in quei medesimi giorni dopo le aperte dichiarazioni del ministro inglese a Parigi (lord Whitworth) e l'abboccamento ch'egli ebbe con Talleyrand. Col pretesto che il trattato di Amiens, malgrado le garenzie delle maggiori potenze di Europa, non offrisse una sicurezza positiva, in verità per ovvie ragioni di politica interna e di egemonia commerciale, l'Inghilterra si mostrava irremovibile nel suo diniego della restituzione di Malta che, secondo il gabinetto di Downing Street, era la sola posizione che le fosse rimasta per difendere i suoi interessi.2) Per contro, Napoleone giam­mai avrebbe consentito un tal possesso, che alterava e cambiava il sistema politico del Mediterraneo. Soltanto per la reciprocità dello sgombero di Malta e di Taranto aveva egli stipulata la pace di Amiens. S'invitava quindi il re di Napoli a far sì che gl'Inglesi abbandonassero al più presto l'isola, e lo si ammoniva che qualora nessuna conside­razione né mezzo potesse determinare l'Inghilterra ad adempire la stipulazione del trattato... si vedrebbe forzato il Primo Coxole a domandare a S. M. il permesso di rioccupare con le sue truppe le stesse posizioni, e precisamente quella di Taranto, che occupavano esse prima della pace di Amiens e che furono prontamente evacuate, perchè si contava da lui sulla lealtà della promessa dell' Inghilterra circa l'evacuazione di Malta.3)
Il marchese di Gallo, con vigoria e dirittura che gli torna vera­mente ad onore, non si astenne dal far notare come la precedente occupazione risultasse da circostanze politico-militari, che niun rapporto avevano con la questione maltese; protestò dicendo che non poteva prodursi verun titolo di giustizia, né di raziocinio per occupare un paese neutrale, estraneo alla querela ed innocentissimo nelle
1}" Ivi '(Gallo ad Acton, Parigi, 13 marzo 1803, con un poscritto del giorno seguente). *> Ivi.
3) Ivi.