Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1939
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pagina
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409
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La questione del Mediterraneo, ecc. 409
Commissario non ebbe stabile dimora né regolari unici, come il suo predecessore Troiano Marulli, bensì tracciava quasi sempre di suo pugno le corrispondenze, che trasmetteva direttamente al re ed alla regina, e correva senza posa dall'uno all'altro luogo, da Taranto a Bari, a Conversano, a Mola, a Matera, ad Andria, a Barletta, a Cerignola, a Foggia, ad Ascoli Satriano, a Pescara, a Teramo, a Civi-tella del Tronto, estremo confine del Regno, e via via, ovuncjue si dislocassero importanti nuclei di truppa o si scorgesse un indizio qualsiasi di novità. Uomo di devozione sincera e di attività prodigiosa! Nulla sfugge alla sua occhiuta vigilanza: non c'è convegno di generali, non c'è pubblica o segreta ordinanza, non c'è disposizione strategica, per quanto gelosa ed occulta, della quale non riesca ad aver tempestiva notizia: si densa è la rete degl'informatori ch'egli ha tessuto intorno .agli ufficiali dello Stato Maggiore francese, in cui erasi pro-Cacciato relazioni ed amicizie sommamente ragguardevoli.
Ufficiali. Intendo disporre i loro animi a vantaggio del nostro Governo, indiporli contro il loro Comando, e fargli acquistare delle personalità nocive alle loro circostanze, ma utilissime alle nostre eventualità... (Ivi, fase. 4314). Senonchè l'indiscrezione o l'imprudenza del Commissario, l'ostruzionismo sistematico ond'egli attraversava le necessità più impellenti dell'esercito e gli svelati tentativi di subornazione delle milizie italiane destarono gravi sospetti nell'animo di Saint-Cyr; il quale, per la sicurezza delle sue troppe, chiese che il Rodio fosse allontanato dalle Puglie. Allora Ferdinando IV die ad Antonio Micheroux l'incarico di recarsi al quartier generale di Taranto per appianare codeste' incresciose divergenze e rappaciare i due eminenti personaggi. Difatti, tra gli ultimi d'aprile é i primi di maggio, l'autorevole messo ebbe,a Taranto col Saint Cyr lunghi e ripetuti colloqui, cercando di rimuover le preoccupazioni e le ombre del generale francese. Ma, per quanto si adoprasse con la sua fine arte diplomatica, non potè ottenere l'amichevole riconciliazione, cui mirava; tanta era nel SaintCyr la tenacità della repugnanza. E furon davvero gravi le opinioni che questi espresse sul conto di Rodio in quei vivaci abboccamenti, Ella aia pur certa così rapportava Micheroux ad Acton le parole proferite dal supremo comandante della milizia estera che aintanto che il marchese Rhodia avrà da far con noi, non vi è ultimo soldato delle mie truppe, cui possa togliexsegli (sic) dal capo che stia preparando una guerra di masse... Non è possibile far ricredere migliaia d'individui... Egli ha il torto di aver indotto un esercito intero nell'errore contro le positive intenzioni dal suo sovrano... Chiunque e buono, quando non ci odi decisamente, e mi chieda alla svelata ciò che da me vuole, e m'interroghi apertamente delle cose che desidera sapere, e mi esponga senza fiele ciò che brami che non si faccia, e nieghi con garbo ciò che crede che non ci spetti; insomma chiunque non ci faccia trasparire in ogni occasione gli effetti della sua doppiezza e della sua malevolenza! (Ivi, fase. 4315, Micheroux ad Acton, Taranto, 3 maggio 1804). Il Rodio però, malgrado le recriminazioni di Gouvion Saint-Cyr, non fu trasferito, e per eccessiva devozione a' suoi doveri ed alla sua regina, la quale, secondo le maligne insinuazioni di taluni scrittoci, gli prodigava ogni sorta di protezione e d'intime grazie, persistè coraggiosamente nel suo contegno ostile, tirandosi addosso i rancori e le vendette dei generali francesi e italici. Tedi, fra gli altri: COVBIEH, op. eie., p. 482.