Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1939
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Antonio Lucarelli
crederemmo a tale infamia, se non ci suffragasse la testimonianza degli scrittori sincroni, che videro e soffersero tante sciagure: e Si son. spedite moltissime carrette di bovi e traini tatti carichi di letti per la volta di Taranto nota il diarista leccese per commodo dell'istessa truppa partita, ristessi per ordine regale; onde poveri nostri letti dati! addio! addio, ottocento e più. letti fatti dalla povera gente, e povere Università, comunità, nobili, civili, artieri, addio ! .*) Crudeltà inesorabili si abbattevano adunque sui vari ceti sociali, tutti pareggiandoli nella esasperazione e nella miseria. E per somma disgrazia, le maggiori nefandezze, più che da francesi e polacchi, provenivano dai nostri compatrioti; i quali, immemori della comune fratellanza, campeggiavano in queste pianure con la truppa straniera, illudendosi di servire così la causa della indipendenza italiana. Per ferocia di spoliazioni non disgiunta da fervido amore di libertà strana rimescolanza di nobili sentimenti e d'improbe passioni emerse il conte Lechi o Lecchi,3) nero antagonista del Rodio. Gol sussidio delle nuove indagini noi lumeggeremo ancor più la figura, pur tanto nota nella storiografia contemporanea, dell'insigne personaggio, palesandone senza velo e i torti e le benemerenze.
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Giuseppe Lechi, oriundo di Aspes nei dintorni di Brescia, contava circa trentasei anni, allorché giunse per la prima volta in Puglia. 3) Nobile di nascita, prepotente, battagliero, sprezzante dei pericoli, aveva trascorsa una gioventù avventurosa. Militò dapprima nell'esercito austriaco, ov'ebbe grado di capitano, e combattè contro le milizie della Repubblica Francese; ma poi, attratto da' nuovi ideali, tornò a Brescia e si die con ardore alla propaganda giacobina, traendo alla sua fede politica un eletto manipolo di giovani concittadini e trasformando la sua casa in un vero centro rivoluzionario. *' Perciò fu sottoposto a giudizio dal Consiglio dei Dieci e rinchiuso nelle prigioni dello Stato Veneto, alle cui dipendenze trova vasi ancora la patriottica città. Dopo la battaglia di Lodi, il 18 marzo 1797, inalberato il vessillo tricolore che la sorella Franca aveva intessuto di
*) VACCA, op. di., pag. 113. t
2) Lecchi è la grafia che ricorre costantemente nei carteggi da me consultati,
3) Per questi brevi cenni biografici si vegga: WEU., Joachim Marat, Paris, 1810, tom. V, p. 521; DA. COMO, La repubblica bresciana, Bologna, 1926, p. 3 scg., 278 seg.
*) DA COMO, op. cit., p. 59."